Referendum sulla Giustizia, boom di affluenza: al voto oltre il 58% degli italiani. Il paragone con i precedenti

Si è chiusa la giornata di voto per il referendum sulla riforma della giustizia e i dati sull’affluenza confermano un’ampia partecipazione degli italiani. Con tutte le sezioni passate al setaccio, l’affluenza definitiva alle 15 è stato del 58,93%. Aumento netto rispetto alla giornata precedente. Ieri, alle 12 aveva votato il 14,92% degli aventi diritto, alle 19 il 38,89%, mentre alla chiusura delle urne alle 23 si era raggiunto il 46,07%.
L’affluenza dei referendum precedenti
La partecipazione a questa consultazione supera di gran lunga quella di alcuni precedenti referendum costituzionali, come il taglio del numero dei parlamentari del 2020, dove alle 23 aveva registrato solo il 39,4%, per arrivare al 51,12% il giorno successivo, oppure il referendum del 2006 sulla riforma del Titolo V, quando aveva votato il 52,46%. Unico precedente di alta affluenza fu il referendum costituzionale del 2016 voluto da Matteo Renzi, che vide il 65,5% di partecipazione e si concluse con la vittoria del No.
Verso la bocciatura della riforma
Intanto lo spoglio delle schede del quinto referendum costituzionale confermativo della storia repubblicana è ancora in corso, ma il quadro parziale indica un esito ormai definito. Con 43.121 sezioni scrutinante su 60.507, il No guida con il 53,73% dei voti contro il 46,27% del Sì. I dati confermano un netto vantaggio del fronte del rifiuto della riforma, che appare ormai irrecuperabile. La consultazione ha mostrato come, contrariamente alle previsioni iniziali che la presentavano come una questione tecnica, il referendum sia riuscito a mobilitare un elettorato ampio e determinato.
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L’affluenza definitiva di tutte le regioni
Abruzzo 60,50 %
Basilicata 53,26 %
Calabria 48,39 %
Campania 50,38 %
Emilia-Romagna 66,67 %
Friuli-Venezia Giulia 61,64 %
Lazio 61,70 %
Liguria 62,24 %
Lombardia 63,76 %
Marche 63,77 %
Molise 54,01 %
Piemonte 62,61 %
Puglia 52,03 %
Sardegna 52,85 %
Sicilia 46,13 %
Toscana 66,27 %
Trentino-Alto Adige 52,45 %
Umbria 65,05 %
Valle d’Aosta 58,59 %
Veneto 63,48 %
