Referendum sulla Giustizia, affluenza alta: oltre il 45% alle 23. Si vota anche domani, il precedente: com’era andata

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia supera il 45% alle 23. Secondo i dati del ministero dell’Interno, alle 19 aveva raggiunto il 38,9%, mentre alle 12 si attestava al 14,8%. Si tratta di una partecipazione superiore a quella registrata nel 2020, quando l’affluenza era stata del 12,2% alle 12, del 29,6% alle 19 e del 39,3% alle 23. I seggi, aperti stamattina dalle 7, sono stati chiusi alle 23, per poi riaprire domani dalle 7 alle 15. Gli italiani sono chiamati a esprimersi con una scheda verde e una croce sul Sì o sul No sulla riforma costituzionale della Giustizia: separazione delle carriere tra giudici e pm, sdoppiamento del Csm con membri scelti per sorteggio, istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Nessun quorum da raggiungere: il voto sarà valido a prescindere da quanti si presenteranno alle urne.
Quanto peserà l’astensione sul risultato finale
Inevitabilmente l’affluenza rimane la variabile più sotto osservazione. Secondo le previsioni più ottimistiche, citate da La Stampa, si potrebbe attestare intorno al 50%, lontana dal 65% registrato nel 2016 al referendum Renzi. Stavolta il margine tra i due fronti potrebbe rientrare nell’errore statistico dei sondaggi, sotto i 3-4 punti. Il punto di riferimento per i sostenitori del No è il referendum di giugno 2025 su Jobs Act e cittadinanza: votò meno del 30% degli aventi diritto, circa 15 milioni di persone, quasi 13 milioni delle quali si espressero a favore. Quei voti non bastarono a raggiungere il quorum ma, se confermati e indirizzati sul No, potrebbero pesare stavolta in modo determinante. Sul fronte dell’astensione, nota Il Messaggero, pesa sia la complessità tecnica della riforma sia la preponderante attenzione pubblica riservata alla guerra in Iran.
Il precedente del 2020 e i numeri in campo
È la seconda volta in cinque anni che gli italiani votano a un referendum confermativo su una riforma costituzionale: l’ultima fu nel 2020, per il taglio dei parlamentari. Come allora, anche questa riforma è passata in Parlamento senza la maggioranza dei due terzi nella seconda lettura, l’unica strada per evitare la consultazione popolare. Alle urne sono attesi oltre 45 milioni di elettori, cui si aggiungono circa 5,5 milioni di residenti all’estero. I dati parziali diffusi dal Viminale nel corso della giornata, e soprattutto il dato definitivo di domani pomeriggio, daranno la prima misura concreta di come stia andando.
La guida al Referendum:
- Perché non serve il quorum
- Chi può votare e quali documenti servono
- Come risolvere i problemi legati alla tessera elettorale
- Gli errori da evitare in cabina elettorale
- Gli sconti per chi deve viaggiare per andare a votare
- Come funziona il voto assistito
- Come vota chi è in ospedale o infermo
- Cosa succede dopo il referendum
