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Referendum giustizia, come funziona il voto assistito

17 Marzo 2026 - 17:35 Olga Colombano
Sostegno in cabina per chi non può votare autonomamente: chi ne ha diritto, come richiederlo e cosa succede al seggio

Il voto assistito è uno strumento che permette alle elettrici e agli elettori con disabilità o gravi impedimenti fisici di esprimere il proprio voto con l’aiuto di un’altra persona. Serve a garantire che anche chi non è in grado di compilare da solo la scheda elettorale possa partecipare alla votazione, senza rinunciare alla segretezza e alla libertà del voto. Questa modalità è prevista dalla legge e si applica nei casi in cui una persona non possa votare autonomamente a causa di una limitazione fisica.

Chi può richiedere il voto assistito

Possono richiedere il voto assistito gli elettori che hanno impedimenti fisici tali da rendere impossibile votare da soli. La legge individua alcune situazioni tipiche, ma non sono le uniche. Il diritto al voto assistito può essere riconosciuto in tutti i casi in cui una disabilità renda impossibile esprimere il voto autonomamente. Tra i casi più comuni ci sono, per esempio:

  • persone cieche
  • amputati alle mani
  • persone paralizzate
  • elettori con grave limitazione motoria
  • persone con disabilità fisiche

In queste situazioni l’elettore può entrare in cabina con un accompagnatore di sua scelta, che lo aiuta materialmente a esprimere il voto.

Come si ottiene il voto assistito

Ci sono due modalità per accedere al voto assistito. La prima è presentare al seggio un certificato medico che attesti l’impossibilità di votare senza l’aiuto di un’altra persona. Il certificato viene rilasciato gratuitamente da medici autorizzati dall’azienda sanitaria locale (ASL) e deve essere consegnato al presidente di seggio. La seconda possibilità è chiedere al proprio Comune l’annotazione permanente del diritto al voto assistito sulla tessera elettorale. In questo caso viene apposto sulla tessera un timbro chiamato AVD (diritto al voto assistito). Per ottenere il timbro bisogna rivolgersi all’ufficio elettorale del Comune con:

  • tessera elettorale
  • documento di identità
  • certificato medico che attesti l’impossibilità di votare autonomamente

Con l’annotazione permanente sulla tessera non sarà più necessario presentare il certificato medico a ogni elezione.

Chi può fare da accompagnatore

L’accompagnatore può essere un familiare oppure un’altra persona scelta liberamente dall’elettore. Deve però essere un elettore iscritto nelle liste elettorali di un Comune italiano. La legge prevede anche una limitazione: ogni elettore può accompagnare una sola persona per consultazione elettorale.

Cosa succede al seggio

Quando un elettore chiede di votare con assistenza, il presidente di seggio verifica il diritto al voto assistito attraverso il certificato medico oppure il timbro AVD sulla tessera elettorale. Il presidente controlla inoltre che l’elettore abbia scelto liberamente il proprio accompagnatore e registra nel verbale:

  • il motivo del voto assistito
  • il nome dell’autorità sanitaria che ha rilasciato il certificato (se presente)
  • il nome e il cognome dell’accompagnatore

A quel punto l’elettore e l’accompagnatore possono entrare insieme nella cabina per esprimere il voto.

La guida al Referendum: