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Hormuz, come funziona il «blocco navale» annunciato da Trump: dalle armi nascoste dell’Iran ai rischi per l’Europa, cosa può succedere ora

12 Aprile 2026 - 16:05 Gianluca Brambilla
blocco navale trump hormuz come funziona
blocco navale trump hormuz come funziona
La mossa del presidente americano punta a fare pressione sul regime degli ayatollah ma anche su Cina e India

Prima era solo un’ipotesi rilanciata sui social, ora è diventato un annuncio ufficiale, arrivato – come di consueto – dai social media: gli Stati Uniti imporranno un blocco navale immediato nello Stretto di Hormuz. La mossa di Donald Trump arriva a poche ore dal termine dei colloqui a Islamabad, in cui le delegazioni di Usa e Iran non sono riuscite a trovare un accordo per mettere fine alla guerra scoppiata lo scorso 28 febbraio e che coinvolge anche Israele. In base a quanto annunciato dal presidente americano, nelle prossime ore la Marina degli Stati Uniti «inizierà il processo di blocco di tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz».

Come funzionerà il blocco navale di Trump

Il piano non è ancora stato illustrato nei dettagli, ma potrebbe portare di fatto a un controllo da parte della US Navy della rotta che porta agli scali della Repubblica Islamica. Questo consentirebbe a Trump di fare pressione non solo sul regime di Teheran, ma anche su tutti quei paesi che dipendono da quel canale marittimo, come Cina e India. «Ho anche dato istruzioni alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà la possibilità di navigare in sicurezza in alto mare. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posizionato nello Stretto», continua l’annuncio di Trump.

Il post su Truth e la strategia venezuelana

Fino a questa mattina, l’idea di attuare un blocco navale non era niente più di una semplice suggestione. A rilanciare l’idea era stato il portale Just The News, con un articolo intitolato “La carta vincente che il presidente ha se l’Iran non cede: un blocco navale”. Trump lo ha ripostato sul suo account Truth alle 6:16 di domenica, praticamente in concomitanza con la fine dei negoziati a Islamabad. L’articolo suggerisce che la strategia del blocco navale, già adottata in occasione del blitz in Venezuela, potrebbe «soffocare un’economia iraniana già instabile e aumentare la pressione diplomatica su Cina e India, tagliandole fuori da una delle loro principali fonti di petrolio». Il pezzo cita alcuni esperti secondo cui Trump potrebbe semplicemente «superare» il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz imponendo un blocco ancora più efficace di quello attualmente in vigore.

I timori per una ritorsione di Teheran

Se i piani della Casa Bianca dovessero funzionare, il blocco navale imposto da Trump potrebbe convincere il regime iraniano a trattare con una postura meno intransigente. Quanto accaduto nelle ultime settimane, però, sembra suggerire che le cose prenderanno una piega diversa. A ogni mossa dell’amministrazione Trump, gli ayatollah hanno risposto colpo su colpo, anche a costo di andare incontro a un’escalation. Gran parte della flotta iraniana è stata distrutta nel corso dell’operazione Epic Fury, ma – secondo l’esperto Farzin Nadimi – Teheran dispone ancora di numerose vedette, motoscafi, mezzi leggeri, droni kamikaze, missili cruise anti-nave e, soprattutto, migliaia di mine da disseminare nelle acque dello Stretto.

I rischi per l’Europa

Tra le vittime collaterali di un blocco navale americano a Hormuz non ci sarebbero solo India e Cina, ma anche l’Europa, che già è costretta a fare i conti con i timori relativi all’approvvigionamento di carburante. «Se il passaggio attraverso lo stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, una carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare realtà per l’Unione Europea», ha avvertito Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, l’associazione di categoria degli aeroporti europei. Nel post pubblicato su Truth, Trump sottolinea che «altri Paesi saranno coinvolti in questo blocco» navale, ma non è chiaro a quali Paesi si riferisca. Finora, i governi europei si sono mostrati compatti nel negare a Trump qualsiasi tipo di assistenza militare nella guerra contro Teheran. E viene difficile pensare che cambieranno idea proprio adesso, lasciandosi coinvolgere in un’azione da cui sarebbero indubbiamente penalizzati.

Foto copertina: WEB/Marine Traffic | Traffico marittimo nello Stretto di Hormuz durante la tregua

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