Guerra Usa-Iran, Trump impone il blocco navale a Hormuz: «Coinvolto anche il Regno Unito». Ma Londra smentisce – La diretta

Finiti in nemmeno 24 ore. Così i negoziati tra Usa e Iran si sono interrotti a Islamabad. JD Vance ha già lasciato il Pakistan. «Non è stato raggiunto nessun accordo – ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti in conferenza stampa – Non hanno accettato le nostre condizioni». In particolare quella sul nucleare: «Devono capire che questa era la nostra offerta finale». L’impressione di Teheran è invece offerta dalla tv di stato iraniana che parla di «proposte irricevibili».
Londra smentisce la partecipazione al blocco dello Stretto
L'Idf sperona carri armati italiani dell'Onu
Le forze delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) hanno riferito che nella giornata odierna un carro armato israeliano ha colpito alcuni loro veicoli nel sud del Paese. «In due occasioni oggi, i soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Ifp) hanno speronato veicoli di Unifil con un carro armato Merkava, in un caso causando danni significativi. I soldati avevano bloccato una strada a Bayada utilizzata per accedere alle posizioni di Unifil», si legge in un post pubblicato su X dalla missione Onu.
Pakistan: «Negoziati falliti? Solo una fase di stallo»
«I colloqui non sono falliti. Siamo in una fase di stallo», ha affermato il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif, che ha ospitato i negoziati di ieri a Islamabad, intervenendo al programma ‘Face the Nation’ della Cbs.
Trump avverte la Cina: «Dazi al 50% se aiuta l'Iran»
Donald Trump ha minacciato la Cina. Se invierà armi all’Iran, imporrà dazi del 50%. Si tratta del secondo avvertimento del tycoon in due giorni a Pechino.
La minaccia dei Pasdaran: «Intrappoleremo i nemici nel vortice mortale di Hormuz»
Gran Bretagna e un paio di Paesi invieranno dragamine a Hormuz
L'Iran schiera le forze speciali della Marina sulla costa sud
Trump: «Altri Paesi coinvolti nel blocco navale a Hormuz»
«Altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale dello stretto di Hormuz». Lo ha scritto Donald Trump su Truth senza precisare quali. «A un certo punto», ha continuato, «giungeremo a una condizione in cui a tutti è consentito entrare e a tutti è consentito uscire. Tuttavia, l’Iran ha impedito che ciò accadesse. Questa è un’estorsione a livello mondiale e i leader delle nazioni – in particolare quelli degli Stati Uniti – non si lasceranno mai estorcere», ha detto il presidente riferendosi alla minaccia di Teheran di aver piazzato mine nello stretto.
Trump: «Inizieremo a far saltare le mine nello stretto di Hormuz»
«Inizieremo a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi o contro imbarcazioni pacifiche verrà fatto saltare in aria!». Lo ha scritto Donald Trump su Truth.
Trump: «Fermeremo qualsiasi nave abbia pagato il pedaggio all'Iran»
«Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare». Lo ha annunciato Donald Trump su Truth.
Trump: «Blocco navale immediato dello stretto di Hormuz»
Donald Trump ha annunciato su Truth il blocco «con effetto immediato» di tutte le navi da e per lo stretto di Hormuz dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.

Ben Gvir al Monte del Tempio: «Mi sento il padrone di casa»
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pregato sul Monte del Tempio e in un video diffuso dal sito ha affermato: «Oggi mi sento il padrone di casa», aggiungendo «continuo a sollecitare il primo ministro a fare sempre di più. Dobbiamo andare ancora oltre, sempre più in alto». Lo scrive il Times of Israel. In base a un accordo consolidato, gli ebrei possono visitare il complesso, ma non pregarvi, poiché è amministrato dal Waqf giordano, un ente religioso musulmano. Ben Gvir rivendica da tempo il diritto di preghiera per gli ebrei sul sito e sue precedenti visite hanno suscitato aspre condanne nel mondo arabo.
Putin a Pezeshkian: «Pronto a contribuire agli sforzi di pace»
Il presidente russo Vladimir Putin ha detto all’omologo iraniano Masoud Pezeshkian di essere pronto a contribuire agli sforzi di mediazione per raggiungere la pace in Medio Oriente. Lo ha reso noto il Cremlino. «Vladimir Putin ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica al conflitto e a mediare gli sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura in Medio Oriente», ha affermato il Cremlino nel suo comunicato stampa sulla telefonata.
Vance in volo verso Washington
L’Air Force 2 con a bordo J.D. Vance è ripartito dalla base di Ramstein, in Germania, dove si era fermato per un rifornimento ed è ora in volo per Washington. Nessun membro del team negoziale – né Steve Witkoff né Jared Kushner – è rimasto ad Islambad dopo il fallimento dei colloqui con l’Iran. Il vice presidente americano arriverà nella capitale Usa tra circa sei ore.
Dopo i colloqui, Teheran rivendica il controllo su Hormuz
Diversi alti funzionari iraniani hanno sottolineato che Teheran mantiene il controllo dello Stretto di Hormuz dopo la conclusione senza accordo dei colloqui a Islamabad, presentando il nodo su questo passaggio marittimo come una conseguenza centrale del conflitto. Lo mette in evidenza Iran International. «Oggi la chiave dello Stretto di Hormuz è nelle nostre mani», ha scritto su X Ali Akbar Velayati, consigliere dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, uccisa in raid di Usa e Israele all’inizio dell’attuale conflitto. «Dalla forza nello Stretto di Hormuz alla ricerca di risarcimenti, restiamo fermi sui diritti del popolo», ha scritto su X il primo vicepresidente Mohammad Reza Aref. «L’unico vantaggio della Repubblica Islamica da questa guerra è lo Stretto di Hormuz. Ecco perché né la squadra negoziale né il parlamento hanno ceduto sulla supervisione e sul controllo iraniano di questo stretto», ha affermato il parlamentare Mohammad Taqi Naghdali.
Teheran, in 1-2 mesi torneremo all'80% della capacità produttiva petrolifera
Il viceministro del Petrolio Mohammad Sadegh Azimifar ha dichiarato che l’Iran può tornare al 70-80% della sua precedente capacità produttiva entro uno o due mesi, dopo i danni subiti dagli impianti di raffinazione e distribuzione del petrolio. «A medio e lungo termine, possiamo raggiungere il 100% della capacità pre-invasione», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna. «Entro i prossimi 10 giorni circa, riattiveremo anche una parte della raffineria sull’isola meridionale di Lavan, danneggiata durante gli attacchi», ha affermato Azimifar, aggiungendo che circa 2.000 persone stanno lavorando al ripristino degli impianti di trasmissione e stoccaggio del deposito petrolifero di Shahr-e Rey, vicino a Teheran.
Urso: se il blocco perdura l'Ue sospenda patto stabilità
«Siamo molto preoccupati per il fatto che sia fallito il primo round negoziale» in Pakistan tra Usa e Iran, ora «occorre capire cosa accadrà sui mercati internazionali per quanto riguarda i prodotti energetici e non solo, visto che il blocco che perdura sullo Stretto di Hormuz riguarda anche le altre produzioni di quei Paesi». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, a margine della cerimonia di inaugurazione del Vinitaly.
«Mi riferisco ad alcune materie prime fondamentali nel settore dei fertilizzanti e della microelettronica, se pensiamo che il Qatar è uno dei più grandi produttori al mondo di elio se dovesse perdurare il blocco dello Stretto di Hormuz le conseguenze per l’economia globale potrebbero essere più gravi del previsto e potrebbero portare anche a una recessione nel nostro continente. Quindi, massima attenzione e pronti a intervenire. Lo diciamo anche alla commissione europea, perché se queste fossero le condizioni dobbiamo valutare insieme la sospensione del patto di stabilità ed altri interventi emergenziali a cui l’Europa non si può sottrarre».
Ghalibaf: «Ora gli Usa capiscono la nostra logica. Devono decidere se guadagnare la nostra fiducia»
«Gli Stati Uniti ora comprendono la nostra logica e i nostri principi e devono decidere se possono guadagnarsi la fiducia» dell’Iran. Lo ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, nel lungo post pubblicato su X dopo i colloqui tenuti a Islamabad. Il capo della delegazione iraniana ha rimarcato che Teheran «reputa la ‘diplomazia dell’autorità’ uno strumento fondamentale, insieme alla resistenza militare, per garantire i diritti della nazione” e che “non smetterà di adoperarsi per consolidare i risultati ottenuti nei quaranta giorni di difesa nazionale».
Violenti scontri in Libano con l'Idf
L’agenzia di stampa ufficiale libanese parla di violenti scontri tra l’esercito israeliano e Hezbollah nella città meridionale di Bint Jbeil. Lo riporta Times of Israel. Nei giorni scorsi, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno circondato Bint Jbeil nel tentativo di bonificare la roccaforte di Hezbollah. L’Agenzia Nazionale di Stampa libanese riferisce che le truppe israeliane stanno cercando di prendere il controllo della città di Bint Jbeil.
Trump e l'ipotesi di blocco navale
Nessun commento diretto, solo un link. Questa la reazione di Trump al mancato accordo a Islamabad. Mentre il suo vice, J.D. Vance, lasciava Islamabad, ha postato su Truth un articolo intitolato “La carta vincente che il presidente ha in mano se l’IRAN non cede: un blocco navale”, citando l’esempio usato per indebolire il Venezuela prima che il suo presidente, Nicolás Maduro, venisse preso.
Petroliere fanno retromarcia arrivate a Hormuz
Due “superpetroliere” vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno fatto marcia indietro una volta avvicinatisi all’isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad naufragavano. Lo riferisce sul suo sito Bloomberg. Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pakistana, hanno invertito la loro rotta all’ultimo minuto una volta arrivate davanti a un “checkpoint” controllato da Teheran.
Teheran non ha urgenza
«La palla è nel campo americano» e non ci sarebbe necessità di raggiungere un accordo. Lo ha affermato l’agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte ben informata, la squadra iraniana aveva «avanzato iniziative e proposte ragionevoli nei colloqui». Washington deve «esaminare le questioni con un approccio realistico». L’Iran «non ha urgenza» e «finché gli Usa non accetteranno un accordo ragionevole, non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz».
Iran: i contatti con il Pakistan proseguono
Le «richieste irragionevoli» degli Stati Uniti hanno fatto fallire i negoziati, tuona la Tv di Stato iraniana. Ma in realtà uno spiraglio c’è e sta nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri di Teheran. «Nessuno si aspettava un accordo già nelle prime fasi trattative», spiega. «Teheran è certa che i contatti con il Pakistan proseguiranno».
JD Vance: «Devono capire che è la nostra offerta finale»
Vance, nel suo discorso da Islamabad non ha voluto indicare i punti di disaccordo con gli iraniani, ma il blocco pare ci sia stato proprio sull’arricchimento dell’uranio per le armi nucleari. «Non entrerò in tutti i dettagli, perché non voglio negoziare in pubblico dopo aver negoziato per 21 ore in privato – ha dichiarato il vicepresidente Usa – ma il punto fondamentale è che dobbiamo vedere un impegno esplicito da parte loro a non cercare un’arma nucleare e a non cercare gli strumenti che permetterebbero loro di ottenerla rapidamente. Questo è l’obiettivo centrale degli attuali Stati Uniti, ed è ciò che abbiamo cercato di ottenere attraverso questi negoziati». «Il loro programma nucleare, per quello che è, le strutture di arricchimento che avevano in precedenza, sono state distrutte». E ancora: «Lasciamo questo incontro con una proposta molto semplice: devono capire che questa rappresenta la nostra offerta finale e migliore. Vedremo se gli iraniani la accetteranno».
Niente da fare: interrotte le riunioni tra le due delegazioni
I negoziati, durati 15 ore tra Iran e Usa, si sono interrotti. A breve un punto stampa del vicepresidente JD Vance.

