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Forlì, arrestato l’autista delle ambulanze: avrebbe ucciso sei persone. La nuora di una delle vittime: «Quanto orrore per uno così giovane»

12 Aprile 2026 - 10:34 Stefania Carboni
luca spada
luca spada
Il 27enne avrebbe iniettato dell'aria nelle vene di ignari anziani durante il loro trasporto in ospedali o cliniche. Insospettabile aveva collaborato in passato con una agenzia di pompe funebri

Luca Spada, detto Spadino, autista di di ambulanze della Croce Rossa è stato arrestato sabato mattina a Meldola dai carabinieri di Forlì e i Nas. Il 27enne avrebbe premeditato l’omicidio di sei anziani durante il trasporto in ambulanza da un ospedale all’altro, iniettando loro aria nelle vene. L’uomo è stato prelevato dalla casa in cui vive insieme alla fidanzata Elena e al figlio di poco più di un anno, ora è in carcere. Nell’ordinanza che ha portato all’arresto si fa luce sul decesso di una signora di 85 anni, Deanna Mambelli. Durante il trasporto che avrebbe dovuto portarla dall’ospedale alla clinica per la riabilitazione la donna si sentì male, morendo il 25 novembre. A incastrarlo l’autopsia sulla donna, eseguita dal medico legale Donatella Fedeli, che avrebbe dimostrato l’iniezione d’aria.

«Mia suocera stava benissimo»

«Mia suocera stava benissimo. Non era affatto in punto di morte», racconta oggi a Repubblica la moglie di Vittorio Ruffilli, figlio della 85enne. «Ci hanno chiamato dal pronto soccorso per dirci che la nonna era morta per un arresto cardiaco e noi siamo rimasti increduli, sotto choc. Mia suocera era una persona meravigliosa, le ero molto legata», ricorda. Dall’ospedale hanno chiesto subito ai parenti se volessero nominare un legale. «Perché dovevano fare un’autopsia e noi siamo caduti dalle nuvole: perché un’autopsia? Dopodiché è successo tutto molto in fretta: alle quattro e mezza di pomeriggio la nonna era morta e alle sei e mezza hanno sequestrato il corpo, sono arrivati i carabinieri in ospedale. Il perché, non ce l’hanno detto. Non abbiamo mai saputo niente in tutta questa storia, non abbiamo mai ricevuto comunicazioni ufficiali sul perché era necessario fare questa autopsia o su cosa fosse successo. Speriamo che adesso si faccia finalmente chiarezza», spiega la donna.

Spadino l’eroe dell’alluvione e la vestizione dei morti

I Ris stavano già monitorando Spadino. Hanno esaminato aghi, siringhe e cateteri prelevati dall’ambulanza, alla ricerca del suo dna. Hanno perfino bussato a una agenzia di pompe funebri, con cui Spada collaborava, e sequestrato alcuni materiali. Ma l’agenzia non ha collaborato con nessuno dei morti coinvolti con l’uomo. Tanto che la titolare, precisa Repubblica, starebbe valutando se costituirsi a propria volta parte civile. Spada preparava volentieri i cadaveri. Li lavava, li vestiva, per questo motivo in passato aveva collaborato nell’attività, gestita da un amico. Un insospettabile. Aveva perfino aiutato durante l’alluvione, premiato per quella volta in cui usando una porta come zattera, salvò una disabile bloccata in casa. «Non vogliamo crederci», ha commentato il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, meldolese. «Faceva il campo estivo a mia figlia, non so cosa pensare», ha dichiarato al quotidiano la ragazza del bar di fronte alla casa dell’arrestato. «Mi dispiace per questo ragazzo, se ha fatto quello che ha fatto. Perché è un ragazzo giovane e mi dispiace a livello umano che un ragazzo così giovane abbia fatto delle cose così terribili. E mi dispiace immensamente per tutte le famiglie coinvolte in questa storia, come la mia», ha commentato la nuora di Deanna Mambelli.




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