Il caso dell’intercettore precipitato in Siria e la missione Usa per recuperare l’arma segreta prima di Cina e Russia – Il video
Un grande oggetto cilindrico è precipitato dal cielo nei pressi della città siriana di Suwayda nei giorni scorsi. Le immagini rimbalzate sui social mostrano un relitto con caratteristiche particolari, compresi alcuni elementi rossastri che ne hanno consentito subito l’identificazione ai più esperti di attrezzature militari. Quell’oggetto, infatti, non è altro che un sistema di guida di un intercettore del sistema anti-missile Thaad, tra le armi più avanzate nell’arsenale statunitense. Secondo alcune ricostruzioni, potrebbe essere stato lanciato da una batteria americana impegnata nella difesa di Israele durante recenti attacchi iraniani, finendo al suolo quasi intatto a causa di un malfunzionamento.
A cosa servono gli intercettori Thaad
Il valore strategico del dispositivo, spiega un articolo di Gianluca Di Feo su Repubblica, è legato alle sue capacità operative. Gli intercettori Thaad sono progettati per colpire missili balistici oltre l’atmosfera, a velocità superiori ai seimila chilometri orari. Il sistema di guida, dunque, deve resistere a temperature estreme e individuare bersagli che viaggiano a velocità elevate, calcolando con precisione il punto di impatto. La distruzione non avviene mediante cariche esplosive, ma per impatto diretto (la cosiddetta “hit to kill”). All’interno del modulo recuperato si trovano sensori avanzati e sistemi di calcolo che, tramite algoritmi, anticipano la traiettoria del bersaglio. Decisivo è il sensore a infrarossi, che insieme a un sistema di controllo della traiettoria attiva i micro-propulsori per correggere la rotta in fase finale.
La missione Usa per recuperare l’arma segreta
Questo intercettore è stato sviluppato in oltre vent’anni di ricerca, fino a fare il suo debutto in servizio nel 2017. Non ci sono molti altri sistemi al mondo con capacità analoghe. Tra le alternative più simili ci sono l’Arrow 3 israeliano e lo Standard SM-3 impiegato dalla marina statunitense. Le batterie Thaad, però, sono mobili e possono operare fino a circa 150 chilometri di quota, con un raggio di azione di circa 200 chilometri, caratteristiche che le rendono potenzialmente efficaci anche contro obiettivi spaziali. Il ritrovamento del relitto in un’area strategica del sud della Siria – a breve distanza dalla Giordania e relativamente vicino a Israele – aumenta il rischio che venga intercettato da attori interessati a studiarlo. Due su tutti: Cina e Russia, interessate a colmare eventuali gap tecnologici.
April 6, 2026
