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Ditonellapiaga vince la causa, il titolo dell’album resta «Miss Italia». Ma Patrizia Mirigliani tira dritto: «Vado in appello» – Il video

13 Aprile 2026 - 21:10 Alba Romano
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La patron del concorso di bellezza, ospite a «La volta buona», ha commentato la decisione dei giudici che hanno respinto il ricorso sul titolo del disco di Margherita Carducci: «I miei legali stanno valutando come procedere»

L’album di Ditonellapiaga potrà intitolarsi «Miss Italia». La conferma arriva dall’ufficio stampa dell’artista, che in una nota ha precisato come il Tribunale di Roma abbia respinto il ricorso sull’utilizzo del nome, confermando così la possibilità di mantenere la denominazione scelta per il progetto discografico. Una decisione che non è stata accolta positivamente da Patrizia Mirigliani, organizzatrice del celebre concorso di bellezza, che ospite lunedì pomeriggio a La volta buona su Rai1 con Caterina Balivo ha annunciato l’intenzione di andare avanti: «Faremo appello – ha detto -, i miei legali stanno valutando come procedere». Mirigliani ha inoltre sottolineato che «Miss Italia» è un marchio registrato, già più volte citato anche in ambito musicale, ma resta un brand storico e noto. «A noi è dispiaciuto che il nome sia stato usato per promuovere questo album in un contesto diverso rispetto al nostro concorso», ha concluso.

La disputa legale

Il titolo del disco, già disponibile da alcuni giorni negli store online e sugli scaffali, circolava almeno dai primi di febbraio, quando l’artista aveva aperto i pre-order sui social annunciando l’uscita per il 10 aprile. La controversia legale è nata in seguito al ricorso cautelare d’urgenza presentato dall’organizzazione del concorso di bellezza, rappresentata dagli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca, che contestavano l’uso «ritenuto improprio» della denominazione «Miss Italia» sia come titolo dell’album sia come nome del brano da cui prende origine. Nel mirino anche alcune frasi del testo, considerate «lesive della dignità» e «dell’onore delle partecipanti» al concorso. L’organizzazione ha chiesto l’inibizione dell’utilizzo del marchio e il risarcimento dei danni.

La difesa dell’artista

In quell’occasione, Margherita Carducci – vero nome di Ditonellapiaga – si era difesa con una certa amarezza: «Speravo in un po’ di autoironia. Volevo dire che anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste e nascondere l’infelicità con il trucco. A mio avviso c’è stata un’interpretazione erronea del testo, ma parlavo di me, del rapporto con me stessa e con la bellezza». Oggi è arrivata la decisione dei giudici, che hanno rigettato il ricorso, ma la vicenda sembra tutt’altro che chiusa.



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