Un antico manoscritto cifrato conservato nella biblioteca Vaticana è stato finalmente decifrato grazie all’intelligenza artificiale

Nella biblioteca Vaticana esiste un manoscritto chiamato il cifrario Borg che da 400 anni cerca di essere tradotto senza successo. Il documento conterrebbe antichi rimedi per il corpo umano e segreti per costruire armi letali e, per evitare accuse di stregoneria, sarebbe stato scritto utilizzando un complesso sistema di simboli, lettere romane e caratteri arabi. Per secoli storici e studiosi hanno cercato inutilmente di decifrarlo, finché l’intelligenza artificiale non ha finalmente permesso di svelarne il contenuto.
Il cifrario di Borg
Il manoscritto, risalente probabilmente al Seicento, è composto da circa 400 pagine. A eccezione di alcuni frammenti in latino e italiano, il testo è quasi interamente cifrato tramite simboli astrologici. La prima pagina del volume aveva inizialmente fatto pensare a un testo scritto in arabo. Tuttavia, poiché le parole non risultavano comprensibili né in arabo, né in persiano o turco, gli studiosi hanno approfondito le analisi filologiche scoprendo che si trattava in realtà di latino trascritto con caratteri arabi. Una volta decifrato, il contenuto del manoscritto si è rivelato estremamente vario.
Il testo è infatti suddiviso in due grandi sezioni molto diverse tra loro: una dedicata alla medicina e una alle armi. Nella prima parte il libro assume la forma di un ricettario medico, con descrizioni di sintomi e cure per numerose malattie. Tra i rimedi compaiono sciroppi ottenuti dalla macerazione di erbe medicinali e preparati a base di vino rosso. Successivamente il manoscritto cambia completamente argomento, trasformandosi in una sorta di manuale bellico incentrato sulla costruzione di bombe.
Ti potrebbe interessare
Molti sono i manoscritti ancora da tradurre
Secondo alcune stime riportate dalla BBC, circa l‘1% dei documenti conservati negli archivi e nelle biblioteche di tutto il mondo sarebbe completamente o parzialmente crittografato. Non tutti i cifrari sono impossibili da tradurre: nel caso del Cifrario Borg, ad esempio, a ogni simbolo corrispondeva una lettera dell’alfabeto romano. Tuttavia molti testi presentano sistemi più complessi, spesso arricchiti da simboli ingannevoli creati appositamente per confondere chi tenta la decifrazione.
La difficoltà aumenta soprattutto quando non si conosce la lingua originale in cui il testo è stato codificato. Per questo motivo molti manoscritti restano ancora oggi avvolti nel mistero. Eppure questi documenti possono contenere informazioni preziose sulla società del passato, dalle conoscenze mediche ai dettagli della vita privata, fino a segreti politici o amorosi che gli autori desideravano mantenere nascosti. Decifrarli potrebbe quindi cambiare il modo in cui interpretiamo alcuni personaggi ed eventi storici.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale sta accelerando enormemente il lavoro di decifrazione dei manoscritti antichi. I sistemi utilizzati vengono addestrati su numerose lingue, alfabeti e stili di scrittura appartenenti a epoche diverse. Una volta caricata l’immagine di un documento, l’AI individua automaticamente blocchi di testo e singole righe, analizzando poi ogni carattere per convertirlo in formato digitale. I cifrari più semplici possono essere decifrati studiando la frequenza con cui compaiono determinati simboli e confrontandola con quella delle lettere nelle diverse lingue. Grazie a questi strumenti, gli studiosi sperano ora di riuscire a comprendere molti testi storici rimasti indecifrabili per secoli. L’intelligenza artificiale potrebbe dunque rappresentare la chiave per riportare alla luce conoscenze dimenticate del passato.

