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Una riga nelle 500 pagine della legge di bilancio canadese svela che il Paese vuole partecipare al prossimo Eurovision

15 Maggio 2026 - 18:30 Gabriele Fazio
Eurovision boicottaggio rai Italia
Eurovision boicottaggio rai Italia
La Canadian Broadcasting Corporation non fa parte dell'EBU ma potrebbe partecipare in qualità di associata
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L’Eurovision Song Contest non è una competizione con i confini ben definiti, anzi, risultano da sempre piuttosto elastici, specie se poi portano benefici, a livello economico o di semplice diffusione del brand. A comandare non è infatti l’Europa politica o della moneta unica, ma quella dell’European Broadcasting Union, l’organizzazione internazionale che riunisce emittenti radio-televisive pubbliche (e alcune private) di Europa, Mediterraneo e aree vicine. Così non stupisce che Martin Green, il direttore dell’Eurovision Song Contest, abbia oggi aperto in un’intervista con la BBC alla partecipazione del Canada alla prossima edizione, in programma, come da tradizione, nel paese che si aggiudicherà l’edizione di quest’anno, quella che si concluderà domani sera alla Wiener Stadthalle di Vienna.

L’inclusione del Canada

Pare che le pratiche siano già state avviate da tempo e che mesi fa Ottawa abbia inserito nel bilancio federale un capitolo di spesa per valutare la possibilità di aderire al concorso. Nel documento di quasi 500 pagine c’è infatti una riga inserita nel capitolo dedicato al sostegno alla cultura e alla CBC/Radio-Canada, il cui testo dice che il governo «sta lavorando con CBC/Radio Canada per valutare la partecipazione all’Eurovision». Due fonti governative hanno riferito alla CBC che Carney, che ha trascorso anni a studiare e vivere nel Regno Unito, più recentemente come governatore della Banca d’Inghilterra, è stato personalmente coinvolto nell’iniziativa canadese.

L’apertura di Green

In moto c’è in questo momento una macchina politica che parte dal primo ministro del Canada Mark Carney, che a novembre aveva già pubblicamente paventato l’ipotesi di unirsi alla manifestazione, e passa obbligatoriamente dalla Canadian Broadcasting Corporation che non fa ufficialmente parte dell’EBU ma potrebbe partecipare in qualità di associata. «Sappiamo che Mark Carney vuole in qualche modo abbracciare l’Europa – ha detto il direttore dell’Eurovision – Accoglieremo chiunque voglia varcare quelle porte e condividere i valori di questo meraviglioso evento e salire sul nostro palco con i nostri amici». Una dichiarazione evidentemente presa in parola perché degli emissari canadesi pare si aggirino a Vienna in questi giorni per monitorare da vicino la situazione. L’impressione è che ci siano le carte in regola affinché il progetto vada a buon fine.

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