Forza Italia, domani si decide il nuovo capogruppo. Barelli a Chigi: «Non mi sono dimesso, ma non sto incollato»

Si terrà domani sera, 14 aprile, alle 20 l’assemblea del gruppo azzurro alla Camera e all’ordine del giorno ci sarà “l’elezione del nuovo presidente», così si legge nella convocazione. La notizia arriva dopo l’incontro di venerdì nella sede Mediaset a Milano tra il segretario di Forza Italia Antonio Tajani e i figli del Cavaliere, Marina e Piersilvio Berlusconi, alla presenza del sempiterno Gianni Letta nelle vesti di mediatore.
Sul tavolo il caso Barelli, che la minoranza del partito vuole fuori dal ruolo di presidente dei forzisti a Montecitorio, e i temuti congressi regionali. Su cui la famiglia caldeggerebbe un rinvio. Dal vertice sono usciti solo comunicati stringati di apprezzamento da entrambe le parti e una rosa di nomi per il dopo Barelli, da Giorgio Mulè a Deborah Bergamini, passando per Enrico Costa. Che molti ora vedono il pole, con Barelli verso un ruolo di sottogoverno.
L’apertura a Enrico Costa
E proprio del nome di Costa hanno chiesto conto oggi i cronisti a Barelli, intercettato nel primo pomeriggio fuori da Palazzo Chigi. Il capogruppo uscente ha riconosciuto in lui «una brava persona» e «un amico», rivendicando anche di averne favorito l’ingresso in Forza Italia. Poi ha provato a mettere alcuni paletti politici e personali: nessuno, ha detto, lo ha formalmente dimesso e le firme per una sfiducia non ci sono.
Allo stesso tempo, però, ha lasciato intendere di considerare chiusa una fase, spiegando che quando sarà il momento dirà di essere pronto a fare altro. «Chiaramente non è che mi pagano per fare il capogruppo. Adesso si ragionerà». «Non è che uno sta qui incollato».
