Iran, Trump: «Ci hanno chiamato e vogliono un accordo». Una nave attraversa Hormuz dall’inizio del blocco Usa – La diretta

Dopo il fallimento del vertice Usa-Iran a Islamabad Trump ha decretato il blocco navale dello Stretto, puntando a metter in ginocchio l’economia iraniana e le sue esportazioni di petrolio. Il presidente Usa ha attaccato il Pontefice, che ha invitato più volte al cessate il fuoco nel Golfo: «Lui è Papa perché ci sono io alla Casa Bianca». Anche se il Pakistan, grande mediatore in questo conflitto, parla di negoziati in pausa e non naufragati l’orologio corre: alle 16 di oggi ore italiane scattano le mosse della marina statunitense per fermare «tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz».
Bbc: «Prima nave attraversa Hormuz dall'inizio del blocco Usa»
Onu: «A Hormuz tutte parti rispettino la libertà di navigazione»
Teheran: «Su Hormuz vendetta per vincere guerra illegale»
In un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha criticato il blocco statunitense in atto nello Stretto di Hormuz: “Si può vincere una guerra illegale grazie a una vendetta per scelta, contro l’economia globale?”. “Vale mai la pena tagliarsi il naso per fare un dispetto alla propria faccia?”, ha aggiunto Baghaei.
Trump sull'Iran: «Siamo stati chiamati, vogliono un accordo»
Axios: «Usa hanno chiesto a Iran di congelare arricchimento uranio per 20 anni»
Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di congelare per 20 anni l’arricchimento dell’uranio. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali gli iraniani hanno replicato proponendo un periodo più breve, ovvero una durata a «una sola cifra».
Wsj: «Oltre 15 navi americane nello Stretto di Hormuz»
Il blocco dello Stretto di Hormuz è in vigore e ci sono più di 15 navi americane a condurre l’operazione. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario statunitense, secondo il quale in Medio Oriente gli Stati Uniti possono contare su cacciatorpediniere lanciamissili e svariate unità da guerra in grado di lanciare elicotteri a supporto delle operazioni di abbordaggio. Il blocco dello Stretto di Hormuz è in vigore e ci sono più di 15 navi americane a condurre l’operazione. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario statunitense, secondo il quale in Medio Oriente gli Stati Uniti possono contare su cacciatorpediniere lanciamissili e svariate unità da guerra in grado di lanciare elicotteri a supporto delle operazioni di abbordaggio.
Trump su Hormuz: «Chi si avvicina alla nostra zona di blocco sarà eliminato»
Con l’inizio del blocco navale su Hormuz, Donald Trump ha pubblicato su Truth un bilancio delle azioni militari condotte contro l’Iran, annunciando che la marina di Teheran è stata «completamente annientata: 158 navi». Le uniche unità risparmiate, ha precisato, sono le cosiddette «navi d’attacco rapido», escluse dai raid perché giudicate «non una minaccia significativa».
Con il blocco ora operativo, Trump ha chiarito cosa accadrà a chi tenterà di violarla. «Se una qualsiasi di queste navi dovesse avvicinarsi alla nostra zona di blocco, verrà immediatamente eliminata», ha scritto, paragonando esplicitamente le modalità di intervento a quelle usate contro i trafficanti di droga in mare aperto: «Un metodo rapido e brutale». A margine del post, il presidente ha citato un dato sulle operazioni antidroga navali, rivendicando che il 98,2% delle sostanze dirette negli Stati Uniti via oceano o mare sarebbe stato intercettato.
Scatta il blocco navale Usa di Hormuz
Il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump è entrato in vigore. La scadenza fissata alle 16 ora italiana è infatti passata. Le forze armate americane non hanno confermato ufficialmente l’entrata in vigore, ma il Comando militare americano (Centcom) un’ora fa aveva dichiarato che sarebbe scattato alle 16 come proclamato da Trump. «Il blocco sarà applicato in modo imparziale nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell’Oman», aveva detto il Centcom.
Netanyahu: «Presto finirà il cessate il fuoco con l'Iran»
Secondo quanto riportato dal Canale 12 israeliano, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ritiene che il cessate il fuoco con l’Iran potrebbe essere messo in discussione «in brevissimo tempo». Netanyahu afferma di aver parlato ieri con il vicepresidente Usa JD Vance dopo il fallimento dei negoziati.
Pezeshkian. «A nome dell'Iran condanno insulto al Papa»
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian condanna «l’insulto» rivolto a Papa Leone XIV «a nome della grande nazione dell’Iran». «Dichiaro che la profanazione di Gesù, il profeta di pace e fratellanza, non è accettabile per nessuna persona libera. Vi auguro gloria da parte di Allah», ha aggiunto il presidente su X in riferimento alle parole usata da Donald Trump contro il Papa
L'Iran avverte Trump: «Se nostri porti presi di mira, nessuno scalo nel Golfo sarà al sicuro»
Le forze armate iraniane hanno lanciato un severo avvertimento riguardo alla sicurezza marittima nella regione, dichiarando che qualsiasi attacco ai porti del Paese scatenerebbe una reazione su vasta scala. Secondo quanto riportato da Press Tv, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari ha affermato con fermezza: «Se la sicurezza dei porti della Repubblica islamica dell’Iran verrà minacciata, nessun porto del Golfo Persico o del Mar d’Oman rimarrà al sicuro». Questa posizione del quartier generale Khatam al-Anbiya delinea uno scenario di rischio totale per tutti gli scali dell’area in caso di escalation.
Teheran ha ribadito la propria autorità sullo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio globale. Zolfaqari ha precisato che «le navi affiliate al nemico non hanno e non avranno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz», segnando una linea netta nelle restrizioni al transito. Per quanto riguarda le altre imbarcazioni, il portavoce ha aggiunto che il passaggio sarà consentito esclusivamente «nel rispetto delle normative delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran», subordinando di fatto la navigazione internazionale alle disposizioni di sicurezza nazionali.
Cremlino: «Da blocco di Hormuz impatto sui mercati»
Il blocco dello Stretto di Hormuz da parte degli Usa continuerà ad avere un impatto negativo sui mercati, anche se «i dettagli rimangono poco chiari». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «È molto probabile – ha pronosticato Peskov, citato dall’agenzia Interfax – che tali azioni continueranno ad avere un impatto negativo sui mercati internazionali, questo può essere ipotizzato con grande sicurezza. Ma qui molti dettagli rimangono poco chiari, incomprensibili, quindi mi asterrò per ora da qualsiasi commento sostanziale».
Macron annuncia una conferenza sulla forza pacifica per Hormuz
Francia e Gran Bretagna organizzeranno a giorni una conferenza per creare una forza multinazionale difensiva per garantire il passaggio nello stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron. «Per quanto riguarda lo stretto di Hormuz, organizzeremo con il Regno Unito, nei prossimi giorni, una conferenza con i paesi pronti a contribuire al nostro fianco a una missione multinazionale pacifica destinata a restaurare la libertà di navigazione nello stretto», ha scritto su X. «Questa missione, strettamente difensiva e distinta dai belligeranti, sara’ chiamata a dispiegarsi non appena la situazione lo permetterà».
Starmer: «Il Regno Unito non appoggia il blocco navale»
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha affermato che il Regno Unito «non appoggia un blocco» dei porti iraniani, imposto dagli Stati Uniti e previsto dalle 16 di oggi. Lo riporta la Bbc. Ha aggiunto che la risposta del Regno Unito si concentra sull’apertura dello Stretto di Hormuz perché «questo è il modo per far scendere i prezzi dell’energia il più rapidamente possibile».
Trump sta valutando la ripresa degli attacchi (con il blocco)
La Casa Bianca starebbe valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l’Iran, oltre al blocco dello Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal che cita fonti secondo cui una vera e propria campagna di bombardamenti resta l’opzione meno probabile. Dopo il fallimento dei colloqui Trump ha trascorso gran parte della domenica nel suo resort a Doral, un sobborgo di Miami, intervenendo telefonicamente a una trasmissione di Fox News, giocando a golf e parlando con i suoi consiglieri. Rimane aperto a una soluzione diplomatica, pur avendo promesso il blocco navale e minacciato nuovamente di colpire le infrastrutture iraniane.
Araghchi e quell'accordo sfumato all'ultimo
L’Iran è stato «a un passo» dal concludere un accordo con gli Usa a Islamabad. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, attribuendo a Washington la responsabilità del fallimento dei negoziati. «Mentre eravamo a un passo dal protocollo d’intesa di Islamabad, ci siamo trovati di fronte a un irrigidimento totale, a richieste mutevoli e al blocco», ha affermato sul suo profilo X il giorno dopo il fallimento.
Il gas decolla ad Amsterdam
Decolla in avvio di seduta il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra Iran e Usa i contratti future sul mese di maggio segnano un rialzo del 10,45% a 48,2 euro al MWh.
Teheran e le leve "inutilizzate" per forzare il blocco
Mohsen Rezaei, consigliere militare ed ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie su X sostiene che Teheran dispone di «importanti leve ancora inutilizzate» per contrastare un eventuale blocco di Hormuz. Ha aggiunto che l’Iran non si lascerà intimidire da «tweet e piani immaginari».
Trump: «La tregua sta reggendo ma non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati»
«Non mi importa se l’Iran torna al tavolo dei negoziati», ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington da Mar-a- Lago dopo il fallimento dei negoziati. La tregua? «Direi che sta reggendo bene. Il loro esercito è distrutto. L’intera marina è sott’acqua», dichiara.
Ghalibaf su X: «Presto rimpiangerete il petrolio a 4-5 dollari al gallone»
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha guidato la delegazione di Teheran nei colloqui con gli Usa, ha attaccato il presidente degli Stati Uniti Trump sul tema dei prezzi dei carburanti. Su X ha postato un’immagine con i prezzi della benzina nell’area della Casa Bianca, dichiarando: «Godetevi i prezzi attuali alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto proverete nostalgia per una benzina a 4-5 dollari al gallone».
Enjoy the current pump figures. With the so-called ‘blockade’, Soon you’ll be nostalgic for $4–$5 gas.
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— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) April 12, 2026

