La moglie di Pedro Sánchez rinviata a giudizio, le accuse a Begoña Gómez e l’indagine avviata nel 2024: «Ha sfruttato la sua posizione»

Problemi in casa Sánchez. Mentre il premier spagnolo si trova in visita ufficiale in Cina per rafforzare i rapporti con il gigante asiatico, è arrivata la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per la moglie Begoña Gómez, al termine di un’indagine durata due anni. Il giudice Juan Carlos Peinado ha chiuso l’istruttoria ipotizzando quattro reati: traffico di influenze, corruzione negli affari, malversazione e appropriazione indebita. Nell’ordinanza, il magistrato sostiene di aver riscontrato indizi sufficienti e sottolinea l’eccezionalità del caso. «Le condotte che provengono da palazzi presidenziali, come in questo caso, – scrive Peinado – appaiono più proprie di regimi assolutisti, per fortuna ormai dimenticati nel nostro Stato».
L’inchiesta e di cosa è accusata Gómez
Ora la parola passa alle parti. Accusa e difesa hanno cinque giorni per presentare le loro conclusioni. Un passaggio che precede la scelta sull’apertura del dibattimento, con la possibilità – tuttavia già contestata dal tribunale di Madrid – che sia celebrato davanti a una giuria popolare. Secondo il giudice, la primera dama avrebbe «influenzato» autorità accademiche e funzionari «avvalendosi della relazione personale con il presidente del governo», ottenendo «interlocuzioni istituzionalmente eccezionali» anche attraverso incontri al Palazzo della Moncloa, sede del governo e di residenza del presidente dell’esecutivo.
Nel provvedimento di 38 pagine, il gip sostiene che dall’arrivo di Sánchez alla segretaria generale del Psoe e, soprattutto, alla presidenza, nel 2018, «si presero determinate decisione pubbliche» favorevoli alla cattedra del master ricoperta da Gómez all’Università Complutense di Madrid e al suo progetto, che «potrebbero essere state ottenute attraverso un singolare sfruttamento della sua posizione relazionale». In altre parole, solo in quanto coniuge del premier – è la tesi di Peinado – la first lady avrebbe potuto esercitare un presunto traffico di influenze.
I reati di «corruzione» e «appropriazione indebita»
Per il presunto reato di corruzione, il gip segnala invece la condizione dell’indagata come colei che «ha dato impulso alla ricerca di fondi privati e, a livello indiziario, non per la cattedra universitaria pubblica (che lo era solo in apparenza), ma per integrarli nel proprio patrimonio personale», per poi offrire in «controprestazione» un vantaggio competitivo alle imprese sponsorizzatrici. Nelle parole del magistrato, Gómez sarebbe stata la promotrice della raccolta di fondi privati che «potevano costituire solo la facciata di una retribuzione occulta» in cambio di vantaggi a imprese coinvolte in appalti pubblici. Contestata alla moglie del premier anche l’appropriazione indebita per la registrazione a proprio nome di un software sviluppato in ambito accademico. Mentre è stata archiviata l’accusa di esercizio abusivo della professione.
Nella stessa ordinanza, il giudice chiede il rinvio a giudizio anche nei confronti di Cristina Alvarez, l’assistente della moglie del premier alla Moncloa, e dell’imprenditore Juan Carlos Berrabes, per i presunti reati di traffico di influenze, corruzione in affari, appropriazione indebita e malversazione. Rispetto all’accusa di malversazione, il gip ritiene che Alvarez, funzionaria retribuita con fondi pubblici, abbia svolto attività privata per Gómez, che sarebbe stata «beneficiaria consapevole della distrazione di risorse».
La difesa della primera dama
Le difese degli indagati hanno ripetutamente chiesto il proscioglimento dalle accuse nell’indagine nata nell’aprile 2024 sulla base di denunce di associazioni di estrema destra e di Vox. Per il difensore di Gómez, l’ex ministro Antonio Camacho, l’intero procedimento è «un incubo» senza garanzie giuridiche né imparzialità, volto a perseguire «un’altra cosa» che non è la giustizia. La decisione ha provocato anche una dura reazione del governo. Il ministro della Presidenza e della Giustizia, Félix Bolaños, ha parlato di un «danno irreparabile» per il «buon nome della giustizia», assicurando che «un tribunale superiore e imparziale revocherà la decisione».
Il Psoe denuncia invece una «giustizia a orologeria», che rientrerebbe in una strategia di pressione politica contro il premier attraverso il suo entourage, ricordando anche il rinvio a giudizio del fratello di Sánchez per presunte irregolarità. Il caso si inserisce in un contesto più ampio di tensione politica e giudiziaria in Spagna, con altri procedimenti in corso che coinvolgono ex esponenti socialisti e del Partido Popular, contribuendo a un clima di forte instabilità alla vigilia delle elezioni regionali in Andalusia.
Foto copertina: ANSA/ANDRES MARTINEZ | Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, e sua moglie, Begoña Gómez in Cina, 13 aprile 2026
