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L’ex Banda della Magliana che spacciava per il clan Senese tra Trastevere e Testaccio

banda della magliana
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Raffaele Pernasetti detto Er Palletta torna in carcere. Dopo la galera negli Anni Novanta lavorava come cuoco nel ristorante di famiglia. E aveva detto di non avere più nulla a che fare con la mala romana

Raffaele Pernasetti diceva sempre che lui con la Banda della Magliana non aveva più niente a che fare. Dopo il carcere era diventato cuoco di una pizzeria a Testaccio. E da lì respingeva ogni tentativo di avvicinamento da parte dei giornalisti. Perché lui aveva già detto tutto agli inquirenti. E ormai rigava dritto. E invece grazie a un accordo con il clan Senese Er Palletta era tornato in pista. Smerciando droga nelle piazze di spaccio di Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella. Proprio quelle che c’erano anche negli Anni Ottanta. E per un debito di droga ha anche picchiato e minacciato con una pistola alla testa un meccanico.

Raffaele Pernasetti e la Banda della Magliana

Pernasetti torna in carcere oggi insieme ad altre dodici persone accusate a vario titolo di traffico di droga, porto abusivo di armi, ricettazione, tentato omicidio e lesioni. Per gli investigatori, grazie alla sua vicinanza con alcuni autorevoli componenti del clan Senese e di una cosca di ‘ndrangheta avrebbe favorito l’attività di approvvigionamento della droga che veniva poi smerciata nelle piazze di spaccio. Per gli inquirenti Pernasetti, grazie un antico rapporto con il vertice del clan Senese risalente ai primi anni ’80, una volta tornato in libertà, avrebbe ottenuto il benestare dal clan di origini napoletane a operare nei quartieri romani di Trastevere e Testaccio, con propaggini anche alla Magliana e al Trullo.

Il ristorante di famiglia

Secondo chi indaga, privilegiato luogo di incontri con ‘ndranghetisti ed esponenti della criminalità organizzata romani – monitorati da telecamere nascoste e microspie – era il ristorante di famiglia a Testaccio dove l’uomo ha lavorato per anni come cuoco. Er Palletta è anche accusato di aver picchiato e minacciato con una pistola alla testa un meccanico per farsi consegnare una 8 mila euro come corrispettivo di una pregressa vendita di sostanze stupefacenti e, poiché le minacce non andavano a buon fine, è accusato di aver ordinato a un gruppo di fuoco composto da tre persone di punire il debitore che il 25 marzo 2024 è stato colpito da 3 colpi d’arma da fuoco alle gambe in via Pian delle Torri, nel quartiere Magliana.

Il capo

A capo dell’organizzazione finalizzata allo spaccio ci sarebbe però un altro personaggio storico della mala romana, già arrestato dagli stessi carabinieri con l’accusa di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano Molè il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale. Sequestrati diversi quantitativi di droga e armi.