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Dal videogioco al fronte: così Russia e Ucraina reclutano i migliori gamer per la guerra

16 Aprile 2026 - 18:22 Francesca Milano
Ukrainian Fight Drone Simulator
Ukrainian Fight Drone Simulator

La guerra è intrinsecamente legata al mondo dei videogiochi, e sia in Russia sia in Ucraina il trasferimento di abilità e competenze dai videogiocatori ai contesti militari è parte integrante della dottrina bellica. In Russia, un popolarissimo videogioco chiamato Berloga ha come protagonisti dei coraggiosi orsi bruni che devono difendersi da sciami di api utilizzando dei droni. Il target è giovanissimo, bambini dai 7 anni in su, e contribuisce ai test d’ingresso scolastici: migliore è il punteggio raggiunto (il gioco simula il pilotaggio e la costruzione di droni) migliore è il bonus che i campioni ottengono per entrare nelle più prestigiose scuole del Paese. In Ucraina, Ukrainian Fight Drone Simulator non si prende nemmeno la briga di nascondersi dietro a grafiche alternative: è un software militare nato per la prima linea che è stato trasformato in un videogioco per il grande pubblico con l’obiettivo di reclutare chi è cresciuto con un controller in mano.

Premiare le future reclute

Dopo aver giocato abbastanza a Berloga, i giovani russi possono scalare le classifiche nazionali e i migliori “vincono” la possibilità di partecipare alle cosiddette Big Challenges, delle competizioni di pilotaggio, programmazione e design per ragazzi dai 13 ai 17 anni a cui assistono i rappresentanti dell’esercito e di aziende come Sukhoi (aerospazio), Yakovlev (aeronautica) e Rosatom (energia nucleare), tutte produttrici di armi o sotto sanzioni internazionali perché direttamente affiliate alla macchina bellica russa. In palio c’è la priorità nella scelta della facoltà universitaria, premi in denaro e promesse di assunzione nelle industrie appena citate. Tutto per aver padroneggiato un videogioco che, vedendolo in azione, sembra una versione più colorata di uno dei più popolari simulatori di droni FPV (First Person View) disponibili online e su cui i piloti amatoriali, professionisti e militari già si allenano.

Test per futuri piloti di droni

Il materiale d’esame di queste competizioni è uno specchio della direzione che Mosca vuole dare al suo impianto bellico. Una delle sfide a cui i ragazzi sono sottoposti consiste nel pilotare un drone in un magazzino vuoto per “trovare un bidello addormentato e svegliarlo accendendo la luce del drone”. Il modulo stampato in 3D che è possibile attaccare ai droni commerciali della DJI, progettato per sganciare granate sulle trincee nemiche, si attiva proprio con il comando “accendi la luce” del drone di riferimento.

Il reclutamento mascherato da tornei civili

Si stima che siano più di 800mila i ragazzi under 18 che hanno partecipato a eventi di questo tipo nel 2024, ed è una regola non scritta tra organizzatori e concorrenti non menzionare mai gli scopi militari del programma. Ogni sfida e ogni progetto di design sono mascherati da iniziativa civile e i partecipanti sono incoraggiati a raffinare i propri progetti in autonomia per proporli come “tesi” in fasi successive. I reclutatori russi usano il videogioco (e i suoi benefici scolastici) come rete a strascico per andare a pescare i più abili futuri piloti del Paese. Poi, con le competizioni e le promesse di educazione superiore e carriera, selezionano i più brillanti in ciascuna disciplina: pilotaggio, progettazione dell’hardware e programmazione del software. La fase di volo e il primo contatto con gli FPV inizia dai 7 anni, intorno ai 13-14 arrivano le competizioni e dopo i 18 i migliori vengono assunti direttamente nei diversi reparti.

Il videogioco di Stato ucraino

L’approccio ucraino è più incentrato sul talento da prima linea visto che la nazione ha bisogno di sfruttare al meglio la tecnologia per bilanciare la costante inferiorità numerica che deve affrontare sul campo. I primi programmi che hanno gamificato la guerra con i droni nei primi anni dell’invasione si basavano su un sistema a punti (un lanciamissili ne vale 50, un carro armato 40, un soldato nemico 6) che premiava le unità più efficienti con attrezzature migliori. Ora, per allenare le future generazioni di piloti, è stato sviluppato Ukrainian Fight Drone Simulator. Questo prodotto militare creato per addestrare i piloti di droni è stato riconvertito in videogioco per il grande pubblico che tutti possono acquistare sulla più popolare piattaforma di vendita online. È un vero e proprio simulatore che riproduce tutte le variabili che i piloti di droni dell’esercito ucraino incontrano sul campo: dall’aerodinamica alla turbolenza passando per la gestione della batteria, dei disturbatori elettronici nemici e degli armamenti.

La guerra e i videogiochi sono insieme da sempre

È dai tempi della Guerra Fredda che i ministeri della difesa di tutto il mondo guardano ai videogiochi e li usano sia come piattaforma di promozione per le iniziative di reclutamento, sia come vero e proprio strumento di addestramento. Da Battlezone della Atari negli anni ‘80 a Call of Duty giocato su Twitch dai Marines nel 2018, le iniziative sono state le più diverse. A inizio anni 2000, per esempio, Lockheed Martin, Boeing e Raytheon hanno firmato degli accordi con alcuni sviluppatori da cui sono nati giochi come Rainbow Six e Full Spectrum Warrior. Già nel 2002 l’esercito americano ha fatto uscire il 4 luglio America’s Army, uno sparatutto free to play che ha attirato più reclute di qualsiasi altra campagna pubblicitaria precedente. E nel 2006, l’esercito francese ha collaborato con Ubisoft per la realizzazione Ghost Recon Advanced Warfighter. Se la mitizzazione e la propaganda sono sempre stati punti cardine dei videogiochi di guerra, il conflitto in Ucraina ha aperto un nuovo fronte, quello del riutilizzo delle competenze. Ora le routine, i riflessi e persino gli schemi di comandi possono essere trasferiti dal gioco al fronte.

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