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Milano, Salvini raduna i Patrioti in piazza Duomo e attacca l’Ue: «Un nuovo lockdown? No grazie». Tensioni con la polizia al contro-corteo – Il video

18 Aprile 2026 - 14:58 Bruno Gaetani
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Forza Italia si dissocia dal Carroccio e scende in piazza con gli immigrati di seconda generazione. Il leader della Lega dal palco: «Serve un permesso di soggiorno a punti, come per la patente»
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«Una famiglia che vince o perde si rialza e cresce insieme. Dopo la vittoria del no al referendum, siamo ancora più uniti, forti e determinati a lavorare insieme». È un Matteo Salvini battagliero quello che si presenta sul palco del raduno dei Patrioti in piazza Duomo, a Milano. Oggi, sabato 18 aprile, è il giorno della manifestazione «Senza Paura. In Europa padroni a casa nostra», promossa dai Patrioti europei e dalla Lega. Secondo le forze dell’ordine, sono circa 2mila i manifestanti che hanno preso parte all’iniziativa e sfilato verso la cattedrale meneghina. In testa ai manifestanti, un trattore con la scritta «Tuteliamo la nostra agricoltura e il Made in Italy». Subito dietro, nelle prime file, i sindaci della Lega e gli amministratori locali che reggono uno striscione con la scritta «Padroni a casa nostra».

Cori contro musulmani e von der Leyen

Nel tragitto verso piazza Duomo, i leghisti in corteo hanno intonato diversi cori storici del Carroccio, ma riadattati per attaccare l’Unione europea, e non più Roma, come accadeva ai tempi della prima Lega Nord. Tra gli slogan più ricorrenti: «Europa ladrona, la Lega non perdona», «Basta clandestini, basta insicurezza. Senza paura padroni a casa nostra», «Fuori tutti i clandestini» oppure «Europa cristiana, mai musulmana». Tra i destinatari dei cori anche Beppe Sala, sindaco di Milano, e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.

Salvini abbraccia Orbán e attacca l’Ue

Sul palco allestito in piazza Duomo si sono alternati alcuni dei nomi più di spicco dell’ultradestra europea: Geert Wilders (leader PVV, Paesi Bassi), Jordan Bardella (presidente Rassemblement National, Francia), Santiago Abascal (presidente Vox, Spagna, collegato in video) e Andrej Babiš (premier della Repubblica Ceca, anche lui collegato da remoto). A chiudere la manifestazione ci ha pensato il padrone di casa, Salvini, che ha rivolto innanzitutto un pensiero al grande assente di oggi: l’ormai ex premier ungherese Viktor Orbán. «Il movimento di Patrioti è una famiglia, una comunità e, quando qualcuno ha un momento di difficoltà, le mani di migliaia di amici si allungano per confortarlo. L’abbraccio mio e di tutta piazza Duomo all’amico e patriota Viktor Orban», ha detto il leader della Lega dal palco.

Salvini ha tuonato contro uno dei suoi bersagli prediletti: l’Unione europea: «Bruxelles vuole affrontare la crisi energetica con un nuovo lockdown. No, abbiamo già dato. Non abbiamo nessuna intenzione di chiudere scuole e fabbriche e di lasciare a casa lavoratrici e lavoratori. Vogliamo vivere, studiare e lavorare». Dopodiché, ha rivolto un appello alla pace, punzecchiando chi ha preso parte alle contro-manifestazioni di oggi a Milano: «Questa piazza chiede la pace, ma non con le bandiere della pace, dei centri sociali che anche oggi hanno cercato lo scontro con la polizia, quella è la pace dei delinquenti».

La remigrazione, secondo Salvini

Immancabile un passaggio sulla parola che inizialmente avrebbe dovuto dare il titolo alla manifestazione di oggi: remigrazione. Secondo Salvini, chi sostiene questa pratica non vuole «mandare via chiunque incontri per strada», ma stabilire che «il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia». Nelle intenzioni della Lega, insomma, andrebbe creato un permesso di soggiorno a punti, come la patente: «Ti garantiamo bonus e sanità gratuita, se però commetti degli errori, torni a casa tua». E sempre a proposito di immigrazione, secondo Salvini andrebbe data la «precedenza a un’immigrazione da Paesi vicini a noi per cultura e valori, per garantire integrazione vera e non il caos che serve alla sinistra globalista per pagare di meno gli operai nelle fabbriche».

Forza Italia in piazza con le seconde generazioni

In questi giorni, molti si sono riferiti al corteo della Lega parlando di «Remigration Summit», perché avrebbe dovuto essere una sorta di replica della già controversa manifestazione che si svolse l’anno scorso a Gallarate, in provincia di Varese. Un concetto, quello della remigrazione, non pienamente condiviso dagli altri due partiti della coalizione di centrodestra, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che infatti non partecipano al corteo di oggi. Anzi, il partito guidato da Antonio Tajani ha dato il proprio sostegno alla contro-manifestazione «Coraggio», che ha visto scendere in piazza immigrati di seconda generazione. «La nostra manifestazione non è stata organizzata “contro qualcuno” ma “per qualcosa”: per portare il tema dei nuovi italiani al centro del dibattito pubblico, con spirito costruttivo e inclusivo», ha detto Amir Atrous, responsabile del dipartimento immigrazione di Forza Italia Milano e promotore dell’iniziativa.

ANSA/Paolo Salmoirago | Un momento del sit-in organizzato da Forza Italia all’Arco della Pace, a Milano

I tre contro-cortei di associazioni e centri sociali

ANSA/Paolo Salmoirago | La scritta in piazza Oberdan realizzata dalle associazioni contro il raduno dei Patrioti

Ma a rispondere al corteo della Lega ci sono altre due iniziative di piazza. La prima è la manifestazione «Milano è migrante», promossa da associazioni, partiti e realtà autorganizzate con lo slogan «Fuori i razzisti e i fascisti da Milano». Sempre alle 14 è partito da piazza Tricolore un secondo corteo organizzato da diversi spazi sociali milanesi, tra cui il Lambretta, al grido di «Antifa. Liberiamo Milano. Senza paura, contro fascismo, razzismo e sessismo». Una terza manifestazione è convocata in piazza Argentina, da dove partirà il corteo delle realtà palestinesi. I tre cortei sono confluiti verso piazza Santo Stefano, nella zona dell’Università Statale, dove c’è stata qualche tensione con le forze dell’ordine quando i manifestanti hanno provato a forzare il blocco e arrivare in piazza Duomo.

Foto copertina: ANSA/Matteo Corner | La manifestazione “Padroni a casa nostra”, promossa dai Patrioti europei e dalla Lega in piazza Duomo, Milano, 18 Aprile 2026