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Lo scooter, il casco, la fuga: chi ha sparato in piazza il 25 Aprile a Roma

25 aprile spari parco schuster roma
25 aprile spari parco schuster roma
Le telecamere hanno inquadrato l'uomo con l'Sh bianco che ha usato una pistola ad aria compressa a Parco Schuster. Secondo gli investigatori sarebbe un estremista di destra

Alle 9 di sera del 25 Aprile Giorgia Meloni sulla sua pagina facebook ha elencato una serie di episodi accaduti durante le manifestazioni per la Liberazione: le aggressioni e gli insulti a chi portava una bandiera ucraina, alla brigata ebraica, a sindaci «democraticamente eletti», chiosando: «Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema». E curiosamente dimenticando l’episodio più violento: gli spari con una pistola ad aria compressa a parco Schuster contro una coppia che aveva i fazzoletti dell’Anpi. Ma dell’episodio non sembra essersi dimenticato chi tutela la legalità.

Chi ha sparato il 25 Aprile

Una delle telecamere di sicurezza della zona ha infatti registrato l’episodio del “tentato omicidio” (questo il reato ipotizzato) e l’attimo successivo: quello in cui la persona scappa su uno scooter Honda SH bianco. Porta un casco scuro integrale con dei segni che lo rendono riconoscibile. Così la Digos è riuscita a dare un nome a chi ha sparato a Rossa Gabrieli e Nicola Fasciano, rispettivamente 62 e 65 anni. Repubblica scrive che gli agenti hanno visionato le telecamere della zona di San Paolo fuori le Mura. E hanno ripercorso i movimenti a pochi metri dal palco montato per la festa, all’incrocio tra via Ostiense e via delle Sette Chiese. «Ha fatto uno scatto veloce, ha accelerato ed è sparito andando verso via Ostiense», ha raccontato la vittima descrivendo un’abitudine tipica di gente del genere: sparare e poi scappare.

Il percorso

Lo scooter è andato in direzione Piramide prima di prendere via del Porto Fluviale e successivamente lungotevere Vittorio Gassman fino a Ponte Marconi. Poi il viale. Il reato contestato è tentato omicidio perché anche se si tratta di una pistola ad aria compressa, i colpi sono stati sparati da distanza ravvicinata in direzione del volto. Il perimetro delle indagini punta verso la galassia dell’estrema destra romana, forse legata ad ambienti ultras. E ci sarebbe anche un nome.