25 aprile, l’affondo di Giorgia Meloni dopo gli assalti a Brigata Ebraica e filo-Ucraina: «Difendete così libertà e democrazia?»

Doveva essere un giorno di Festa, ma le celebrazioni del 25 aprile di quest’anno sono state macchiate da una serie di episodi inquietanti di divisione e intolleranza in diverse città italiane. E così alla fine di una giornata che aveva aperto all’Altare della Patria insieme alle altre alte cariche dello Stato, Giorgia Meloni si vede costretta a commentare l’amara piega presa dalla Festa della Liberazione. «Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione. Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione. Sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati. Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati. La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema», è l’attacco della premier sui social.
Le reazioni nel Pd e in Avs
Per il momento su nessuno degli episodi citati si è espressa la segretaria del Pd Elly Schlein, che ha trascorso il 25 aprile a Sant’Anna di Stazzema, e ha poi fatto visita a sorpresa a Casa Cervi, nel Reggiano. Saluti, foto e selfie con militanti dem e volontari, ma nessuna dichiarazione. Sull’assalto e l’allontanamento della Brigata ebraica, invece, il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni dice che quanto accaduto è «totalmente sbagliato, un errore che impedisce a decine di migliaia forse di più di persone di sfilare». A intervenire dal Pd soltanto esponenti della minoranza riformista. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha espresso solidarietà alla Brigata ebraica e ha telefonato a Tino Ferrari, l’attivista allontanato dal corteo di Bologna perché sventolava le bandiere dell’Europa e dell’Ucraina. «Oltre a ringraziarlo e abbracciarlo virtualmente, ho voluto invitarlo a nome mio e del Parlamento europeo alla Festa dell’Europa che si terrà in Campidoglio, a Roma, il prossimo 8 maggio con Roberta Metsola», ha fatto sapere Picierno. «Sarà un grande onore averlo con noi, ringraziarlo di persona per il suo esempio luminoso perché non basta dire ‘siamo europei’: dobbiamo decidere che tipo di Europa vogliamo. E l’Europa che vogliamo ha bisogno del coraggio di Tino Ferrari e di chi come lui difende la democrazia e la libertà».
Il messaggio di Meloni per il 25 aprile
«Oggi il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia», aveva scritto stamattina la premier Giorgia Meloni in una nota in occasione del 25 aprile. Nella giornata in cui si celebra la liberazione dal nazi-fascismo, la premier richiama «la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia». Continua Meloni: «Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale».
La presidente del Consiglio poi cita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con l’impegno perché le celebrazioni per il 25 aprile siano «un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale». Un auspicio «che facciamo nostro – scrive Meloni – perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore». «Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici – conclude la premier – torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo».
Il post del 2025 per il 25 aprile
Anche lo scorso anno, la premier aveva parlato chiaramente di quanto il «regime fascista» avesse negato i valori democratici e la libertà. Nel post, Meloni aveva citato la Costituzione, in cui proprio quei principi erano «incisi». Parole che ai milioni di follower sui suoi social non avevano raccolto particolari apprezzamenti, con il solito profluvio di critiche e riferimenti a chi il 25 aprile celebra solo San Marco.

