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Gentiloni sale in cattedra: al via il corso di Economia della Ue alla Cattolica di Milano

29 Aprile 2026 - 18:40 Alba Romano
paolo gentiloni
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L'ex commissario europeo per gli affari economici e monetari: «Racconto anche un po' della mia esperienza, perché forse anche questo può essere interessante»

L’ex commissario all’Economia dell’Unione Europea Paolo Gentiloni è diventato insegnante della facoltà di Economia dell’università Cattolica di Milano dove quest’anno tiene il corso “Economia e Istituzioni dell’Unione Europea” per oltre 150 studenti della magistrale. Tre ore a settimana, di cui una di domande e risposte. Il corso è partito a febbraio e terminerà a fine maggio.

«Per un’Europa più forte dobbiamo discutere molto di Europa, soprattutto con i giovani»

«La mia esperienza in questi anni a Bruxelles mi ha lasciato una convinzione molto semplice: se vogliamo un’Europa più forte dobbiamo discutere molto di Europa, soprattutto con i giovani», ha dichiarato Gentiloni, che ha fatto parte della Commissione dal 2019 al 2024. I temi trattati vanno dall’analisi delle istituzioni europee, con particolare riferimento al ruolo del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, al rapporto dell’Unione con altri Stati, da un primo bilancio del Next Generation Eu all’impatto dei fondi comuni, fino alle sfide più recenti, come lo sviluppo della politica industriale rispetto alla decarbonizzazione. «Discutiamo di istituzioni europee, di come funziona l’Unione, di come l’Europa si trova oggi al centro di una turbolenza mondiale, in un’economia che è diventata un luogo di confronto, e talvolta di scontro, tra Paesi. E poi – ha aggiunto Gentiloni – racconto anche un po’ della mia esperienza, perché forse anche questo può essere interessante». Una «opportunità unica» per gli studenti, secondo la preside della Facoltà di Economia Antonella Occhino. «Dobbiamo abituarci al fatto che c’è una sovranità condivisa, che in fondo siamo cittadini italiani e siamo cittadini europei. E quelli che lo hanno più chiaro degli altri – ha concluso – sono proprio i giovani, gli studenti, i ragazzi che sanno di avere una doppia cittadinanza».

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