L’università di Pavia elimina le tasse agli studenti fino a 32mila euro di Isee: è la prima in Italia. Ecco come funziona negli altri atenei

All’università di Pavia gli studenti con un Isee fino a 32mila euro non pagheranno più le tasse. È una svolta significativa perché l’ateneo pavese diventa così il primo inItalia a superare la soglia dei 30mila euro per l’estensione della no-tax area. La decisione è arrivata oggi, 28 aprile, con l’approvazione da parte del Consiglio di amministrazione della proposta avanzata dal rettore Alessandro Reali. Intervento che amplia in modo rilevante la platea degli studenti esentati o agevolati, nel quadro delle politiche di sostegno al diritto allo studio.
La no tax area nelle università
Le tasse universitarie, in Italia, variano a seconda della natura dell’ateneo. Nelle università private non esistono parametri ministeriali vincolanti, mentre per gli atenei pubblici è prevista una no tax area fissata per legge a 22mila euro di Isee. Si tratta della soglia minima obbligatoria, ma le università hanno autonomia nel fissare limiti più alti, utilizzando risorse proprie e beneficiando anche di contributi ministeriali aggiuntivi che incentivano l’ampliamento dell’esenzione. Negli ultimi anni molti atenei hanno infatti scelto di alzare progressivamente questa soglia, ma finora nessuno aveva superato i 30mila euro.
Quasi 1 studente su 2 non pagherà gli studi
Sul piano degli effetti, l’ateneo prevede un impatto molto ampio sulla popolazione studentesca. «Grazie a questa riforma contributiva, il 45% degli studenti in corso (o fuori corso di un anno) non pagherà gli studi, laddove attualmente è esentato il 12%. Circa il 70% della popolazione studentesca si avvarrà di una riduzione della tassazione rispetto al modello attuale, mentre la quasi totalità (oltre il 96%) degli studenti che avranno un – comunque contenuto – aumento della retta, apparterrà alla fascia contributiva massima, corrispondente a un Isee superiore agli 80mila euro», spiega l’ateneo.
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«Il diritto allo studio è un bene prezioso che va difeso e alimentato con convinzione. Investire sui nostri giovani e sulla loro formazione è senz’altro il miglior contributo che possiamo dare per il futuro del nostro Paese», aggiunge il rettore dell’università di Pisa.
Fuorisede e non: ecco chi ne ha diritto
Il diritto all’esenzione spetta sia agli studenti fuorisede, indipendentemente dal fatto che abbiano trasferito la residenza a Pavia o che l’abbiano mantenuta nella città d’origine, sia a quelli che vivono ancora con le proprie famiglie. L’unico requisito determinante è l’Isee non superiore a 32mila euro, calcolato su base individuale per chi risiede in autonomia oppure sul nucleo familiare per chi mantiene la residenza con la famiglia d’origine.
La soglia Isee per non pagare l’università nelle altre città d’Italia
Il caso pavese rientra in un panorama nazionale già molto articolato, in cui diversi atenei hanno progressivamente innalzato la soglia di esenzione rispetto al minimo ministeriale. All’università degli Studi di Milano-Bicocca il limite per l’accesso alla no-tax area è fissato a 25mila euro di Isee, mentre l’Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha portato a 27mila euro. Anche l’università Ca’ Foscari Venezia e l’università degli Studi di Firenze hanno superato la soglia base, attestandosi ai 24mila euro. La Statale di Milano ha fissato negli ultimi anni il tetto a 30mila euro. Esperienze analoghe si registrano anche in altri atenei. L’università degli Studi di Perugia aveva già esteso la no tax area fino a 30mila euro nel 2021, seguita dall’università degli Studi di Salerno. Alla Sapienza di Roma la soglia si ferma a 24mila euro. Nel Mezzogiorno, la Federico II di Napoli applica un limite di 30mila euro, mentre L’Orientale si attesta sui 27mila euro.
