Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoDonald TrumpGlobal Sumud FlotillaNicole Minetti
ATTUALITÀArteFBIItaliaRoma

L’FBI restituisce all’Italia la lapide romana ritrovata a New Orleans: ecco come era arrivata negli Stati Uniti

02 Maggio 2026 - 09:35 Francesca Milano
lapide
lapide
La pietra era stata trovata in un giardino: le ricerche hanno permesso di risalire a Charles Paddock Jr., un soldato americano che aveva prestato servizio in Italia durante la guerra

Una lapide romana vecchia di quasi duemila anni, ritrovata nell’ottobre del 2025 per caso nel giardino di una casa a New Orleans, è tornata in Italia. L’epitaffio in marmo, del II secolo dopo Cristo, è stato riconsegnato ufficialmente mercoledì scorso alle autorità italiane a Roma durante una cerimonia coordinata dall’FBI.

La storia del ritrovamento

La storia del ritrovamento sembra uscita da un romanzo. Nel 2025, come racconta il Guardian, l’antropologa Danielle Santoro, docente alla Tulane University, e suo marito Aaron Lorenz stavano ripulendo il giardino di casa quando si sono imbattuti in una lastra di pietra dalla superficie insolitamente levigata, di forma quadrata e delle dimensioni di circa 30 centimetri per lato. Su quella pietra era incisa un’iscrizione che appariva chiaramente in latino. Temendo che la loro abitazione potesse sorgere sopra un antico sito di sepoltura, Santoro ha contattato alcuni esperti, tra cui l’archeologo Ryan Gray dell’Università di New Orleans. Le analisi successive, condotte anche con il contributo della classicista Susann Lusnia, hanno chiarito la natura del reperto: si trattava di una lapide funeraria dedicata a Sesto Congenio Vero, un marinaio e militare romano vissuto probabilmente nel II secolo.

La pista della seconda guerra mondiale

Il dettaglio più sorprendente è emerso poco dopo. La pietra corrispondeva infatti a un reperto segnalato come disperso dal Museo civico di Civitavecchia, vicino Roma. Lusnia si è recata direttamente nella città laziale per verificare l’origine dell’epitaffio, scoprendo che il museo era stato gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e che, alla riapertura nel 1970, gran parte della collezione risultava già scomparsa. Rimaneva però da chiarire come la lapide fosse finita a migliaia di chilometri di distanza. La ricostruzione porta a Erin Scott O’Brien, nipote di un soldato americano. La donna ha raccontato che il nonno, Charles Paddock Jr., conservava la lapide in una teca nella sua casa nel quartiere Gentilly di New Orleans fino alla sua morte, nel 1986. Non è chiaro come l’avesse ottenuta, ma Paddock aveva prestato servizio in Italia durante la guerra, dove si era anche sposato prima di rientrare negli Stati Uniti.

L’operazione dell’FBI

In una nota ufficiale, l’FBI ha spiegato che l’operazione rientra nelle attività di contrasto al traffico illecito di beni culturali. L’agenzia ha precisato che il reperto è stato preso in carico dall’Art Crime Team nel novembre 2025 e che l’ufficio di Roma ha lavorato «quotidianamente con le autorità italiane per coordinare la restituzione». La restituzione è avvenuta nell’ambito dell’accordo bilaterale sui beni culturali tra Stati Uniti e Italia, il più antico siglato da Washington con un Paese europeo, che prevede restrizioni all’importazione di antichità italiane per contrastare i traffici illegali e favorire la tutela del patrimonio.

FOTO: Preservation Resource Center di New Orleans

leggi anche