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Pietre d’inciampo sfregiate a Torino. Il sindaco Lo Russo: «Gesto vile e stupido». Il ministro Zangrillo: «Memoria imbrattata con l’odio»

02 Maggio 2026 - 20:28 Alba Romano
Pietre inciampo Torino
Pietre inciampo Torino
Atti vandalici sulle pietre che ricordano i deportati in piazza Santa Giulia. Pochi giorni fa vandalizzata una lapide partigiana

Otto pietre d’inciampo sono state vandalizzate nelle scorse ore a Torino. A denunciare l’accaduto è stato il segretario del Pd di Torino Marcello Mazzù. Lo sfregio è avvenuto sugli arredi urbani permanenti in memoria di deportati nella Shoah apposti in piazza Santa Giulia, meta molto frequentata la sera dai giovani nella zona universitaria di Torino. Le pietre d’inciampo prese di mira sono quelle poste di recente in memoria di Aida Sara Montagnana, Rosa Vita Finzi, Teresita Teglio, Ercolina Levi, Sara Colombo, Eugenia Treves in Segre, Lidia Passigli ed Ettore Abenaim. Le incisioni sono state artigianalmente “cancellate” con scarabocchi neri o rosa. «Vedere le pietre di inciampo “cancellate” è un pugno allo stomaco. Questo odioso atto avvenuto in piazza Santa Giulia si aggiunge alla lapide vandalizzata qualche giorno fa in largo Montebello», denuncia Mazzù, ricordando lo sfregio avvenuto pochi giorni fa – il 25 aprile – a una targa partigiana a poca distanza. «Continueremo a tenere vivo il nostro impegno a difesa della memoria, non facendoci spaventare da questi atti, proseguiremo nella promozione della cultura democratica affinché tali riprovevoli episodi non abbiano a ripetersi», conclude Mazzù. 

Le reazioni della Città e del governo

«La notizia delle pietre d’inciampo vandalizzate in piazza Santa Giulia ci colpisce profondamente. Un gesto vile e stupido, che offende la memoria delle vittime del nazifascismo che, con le numerose pietre d’inciampo posate in questi anni, intendiamo commemorare», è la condanna del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. «Questo episodio, a pochi giorni dal danneggiamento della targa partigiana in via Montebello, è inaccettabile, ancor più perché colpisce i luoghi della memoria. Una memoria che continueremo a custodire con ancora maggiore forza e impegno», continua Lo Russo. Dal governo a intervenire è il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, secondo cui «gli sfregi alle pietre d’inciampo in piazza Santa Giulia a Torino sono segnali gravissimi di un clima che non possiamo sottovalutare. Cancellare i nomi delle vittime della persecuzione nazista significa imbrattare con l’odio la memoria, la storia e i valori fondanti della nostra comunità nazionale. Un insulto che ferisce ogni cittadino che si riconosca nei principi della democrazia. Le pietre d’inciampo rappresentano un presidio civile e culturale che tiene viva la coscienza collettiva del nostro Paese. Colpirle significa evocare le pagine più buie della nostra storia», sottolinea il ministro torinese.

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