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La rivolta sui premi di Sinner e i big del tennis, l’accusa con Alcaraz e Sabalenka sui tornei del Grande Slam: «Per voi più ricavi, per noi…»

04 Maggio 2026 - 19:12 Matteo Revellino
sinner alcaraz atp finals
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Una lettera firmata dai 20 tennisti e tenniste più forti al mondo contro gli organizzatori dei tornei. L'accusa sulla sproporzione sempre più evidente, secondo i campioni, tra gli incassi e i montepremi

In genere sono separati in campo da una rete, ma stavolta i big del tennis si sono riuniti per creare un gruppo informale, soprannominato Project RedEye. L’obiettivo è la contestazione contro i tornei del Grande Slam per il tema dei montepremi. I venti migliori giocatori del circuito maschile e femminile – tra cui Jannik Sinner, il rivale Carlos Alcaraz, Aryna Sabalenka e Coco Gauff – hanno presentato una lettera per esprimere una «profonda e collettiva delusione» per la distribuzione dei ricavi e la gestione dei premi negli Slam. La grande novità è la presenza di Novak Djokovic. Il campione serbo, infatti, aveva partecipato alla dichiarazione congiunta a marzo 2025, ma non a quella di settembre.

La lettera dei big del tennis

Il nodo è la percentuale dei ricavi del torneo che vengono destinati ai giocatori. Lo scorso 17 aprile era stato annunciato il montepremi per il Roland Garros del 2026: previsto un aumento dei premi del 9,5%, il più alto degli ultimi tre anni a Parigi, fino a fino a 61,7 milioni di euro, con circa 2,8 milioni destinati ai vincitori dei tabelloni di singolare. Ma non basta. Gli atleti considerano insufficiente l’aumento del montepremi: secondo le loro stime, quella cifra rappresenta appena il 14-15% dei ricavi complessivi del torneo, anch’essi in aumento. «Poiché il Roland Garros si avvia a registrare ricavi record, i giocatori stanno ricevendo una quota sempre più ridotta del valore che contribuiscono a creare», si legge nella lettera, come riportato dal Times. Nella dichiarazione congiunta si evidenzia il confronto con altri modelli. Nei tornei dei tour Atp e Wta la distribuzione arriva intorno al 22%, mentre nelle principali leghe sportive statunitensi la quota destinata agli atleti sfiora il 50%.

La risposta degli organizzatori

La tensione tra i big del tennis cresce, proprio nel giorno d’esordio degli Internazionali di Roma, ultimo Masters 1000 prima del Roland Garros. Non è escluso che nei prossimi giorni i giocatori possano esprimersi sul tema proprio nel bel mezzo dei tornei. L’organizzazione del torneo parigino, però, ha provato a giocare d’anticipo: la federazione tennis francese ha ribadito che il torneo è gestito da un ente senza scopo di lucro e che i ricavi vengono reinvestiti nello sviluppo del torneo stesso. Nelle prossime settimane, poi, verrà annunciato il montepremi per Wimbledon: sarà un modo per capire se le critiche saranno rivolte solo allo Slam sulla terra rossa o sull’intero sistema.

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