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La figlia di Chiara Tagliaferri e Nicola Lagioia nata con l’utero in affitto prima che diventasse reato

07 Maggio 2026 - 07:43 Alessandro D’Amato
nicola lagioia chiara tagliaferri
nicola lagioia chiara tagliaferri
Il racconto nel libro Arkansas. Le archiviazioni dei casi usciti dopo la legge
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Chiara Tagliaferri e Nicola Lagioia hanno avuto una figlia con la Gestazione per Altri (GPA), ovvero l’utero in affitto che è diventato reato universale in Italia nel 2024 con la legge 169/2024. Lula è nata grazie a Daisy, che l’ha partorita, e a una donatrice che ha messo a disposizione i suoi ovuli. «Ho scritto questo libro perché ho imparato a non stare zitta e perché so che il personale è sempre politico» sottolinea Tagliaferri, che nel libro Arkansas racconta come la decisione sia arrivata dopo una menopausa precoce a 40 anni e tre tentativi con la procreazione assistita eterologa.

La figlia di Chiara Tagliaferri e Nicola Lagioia

Negli Usa la maternità surrogata non è reato. La pratica però prevede che le gestanti abbiano avuto già figli e non siano in una condizione economica di difficoltà. «Siamo tornati in Italia otto mesi prima che la legge Varchi entrasse in vigore, stabilendo che il desiderio di un figlio può diventare un crimine punibile, anche se il reato avviene all’estero in un contesto in cui è perfettamente legale», spiega la scrittrice sui suoi canali social.

Prima che la legge entrasse in vigore, circa 30 coppie si erano rivolte all’associazione Luca Coscioni e avevano avviato una serie di ricorsi preventivi. «Nei casi che abbiamo seguito, le procure della Repubblica hanno applicato il principio fondamentale di irretroattività della legge penale: non si può punire una condotta che, nel momento in cui è stata posta in essere, non costituiva reato secondo la legge italiana» spiega Filomena Gallo, avvocata e segretaria dell’associazione.

Le archiviazioni

Gallo spiega che le indagini si sono coclude con richiesti e provvedimenti di archiviazione. «Altre coppie che avevano programmato di intraprendere un percorso in uno dei Paesi dove la Gpa è regolamentata hanno comunque deciso di proseguire» aggiunge Gallo. Ma ci sono comuni che ancora rifiutano le trascrizioni: «Questo significa che il riconoscimento dello status di figlio può dipendere concretamente dal luogo di residenza della famiglia, con conseguenze molto rilevanti sulla vita quotidiana dei minori e dei loro genitori, dall’accesso ai documenti fino alla piena tutela dei rapporti familiari».

Finora, però, quasi tutti si sono conclusi con l’archiviazione «senza contestazioni definitive di reati a carico dei genitori, che non hanno mai perso la responsabilità genitoriale sui propri figli».