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I 5 poliziotti indagati per un uomo morto durante un inseguimento della polizia

07 Maggio 2026 - 08:38 Alba Romano
davide suvilla morto indagine polizia
davide suvilla morto indagine polizia
Il decesso per trauma cranico e toracico. L'indagine vuole stabilire cosa è successo
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Davide Suvilla è morto durante un inseguimento della polizia. Secondo la ricostruzione delle indagini si sarebbe lanciato dall’abitacolo di un camion in movimento. L’autopsia ha detto che Suvilla, che avrebbe avuto tracce di cocaina nel sangue, è morto per trauma cranico e toracico. Cinque poliziotti sono indagati per omicidio colposo per la morte dell’uomo, nato nel 1982 ad Abbiategrasso. Il camion era un Iveco Trakker da cava del valore di quasi 100 mila euro, trafugato a Verrayes.

I cinque poliziotti indagati

La Verità racconta che Suvilla era uscito dal carcere a gennaio. La relazione finale del medico legale Roberto Testi sarà depositata in procura entro 60 giorni. L’iscrizione nel registro degli indagati consente loro di partecipare agli accertamenti tecnici, a partire proprio dall’autopsia. La ricostruzione della scena parte dal mezzo che si muove sull’autostrada A5 insieme a un’auto con due presunti complici. Il camion sfonda l’uscita dell’area in cui era parcheggiato e scappa verso Torino. Le pattuglie lo seguono. Durante l’inseguimento il mezzo pesante compie manovre pericolose. Poi Suvilla apre la portiera del camion ancora in movimento e si lancia sull’asfalto.

La ricostruzione dell’incidente

I primi esiti parlano di trauma cranico e toracico. Ma potrebbe essere stato causato da uno schiacciamento o dall’inseguimento da parte di terzi. Indagano i pubblici ministero Francesco Pizzato e Manlio D’Ambrosio. L’avvocato Rachele De Stefanis, che difende una delle agenti, non ha usato mezzi termini: «Ormai va di moda indagare i poliziotti». E ha aggiunto un punto centrale per la difesa: «L’inseguimento era del tutto legittimo, il mezzo era rubato». Ancora più esplicito Pietro Porciani, avvocato di due dei poliziotti coinvolti e già difensore in vicende legate al caso Ramy: «Non vorrei che, dopo la vicenda Ramy, molti si sentano autorizzati a fuggire impunemente dalle forze dell’ordine».