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Che cos’è la “Giornata della Vittoria” che si celebra ogni anno a Mosca il 9 maggio e perché quest’anno la sua parata sarà diversa dal solito

08 Maggio 2026 - 07:32 Roberta Brodini
Parata Giornata della Vittoria, Mosca, Russia
Parata Giornata della Vittoria, Mosca, Russia
Niente mezzi militari né grandi ospiti d'onore quest'anno per la celebre parata della Giornata della Vittoria del 9 maggio a Mosca: festeggiamenti sottotono in una fase di particolare tensione con Kiev
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È sempre più vicina la data del 9 maggio, che in Russia, soprattutto nella capitala a Mosca, ogni anno rappresenta una delle ricorrenze più importanti per il suo popolo e la sua storia: la Giornata della Vittoria. Si tratta della commemorazione della sconfitta della Germania nazista durante la II Guerra Mondiale, con una resa firmata a Berlino nella tarda serata dell’8 maggio 1945, già 9 maggio per l’ora locale a Mosca. La celebrazione è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per la sua parata militare sulla Piazza Rossa, al lato del Cremlino, composta da una sfilata di soldati, ma soprattutto dai mezzi blindati e da guerra che nel tempo sono stati il fiore all’occhiello della difesa della causa russa. Quest’anno, però, si prevede che la manifestazione avrà un sapore decisamente diverso.

La storia della Giornata della Vittoria

Dopo la resa a Berlino da parte della Germania nazista durante la II Guerra Mondiale, firmata nella tarda serata dell’8 maggio 1945, quando a Mosca l’ora locale segnava già il 9 maggio, il mattino seguente l’Unione Sovietica proclamò a gran voce la vittoria di quella che venne soprannominata la “Grande guerra patriottica”. La ricorrenza della Giornata della Vittoria fu comunque istituita solo nel 1965, anche se fino agli anni 90′ non veniva festeggiata ogni anno con una parata, ma piuttosto ogni cinque, in occasione dei suoi “anniversari tondi”. Ha poi cominciato a rivestire la rilevanza attuale soprattutto dall’insediamento al potere di Vladimir Putin, nel 2000. In particolare, a partire dal 2005 e dal suo 60° anniversario, con l’invito aperto ai leader occidentali, Putin l’ha resa una celebrazione iconica e ad alto contenuto simbolico, sebbene l’anno di svolta fu il 2015, quando 16.000 soldati russi, 1.300 militari da 10 paesi, circa 200 mezzi corazzati, 150 aerei ed elicotteri da combattimento hanno sfilato a Mosca. Il 9 maggio è comunque festeggiato con parate e manifestazioni, non solo in tutta la Russia, ma anche in diversi paesi dell’ex blocco sovietico e dell’Europa orientale.

La sfilata del Reggimento degli Immortali

Si svolgerà invece online, per il quarto anno consecutivo dall’inizio del conflitto in Ucraina, la sfilata del Reggimento degli Immortali. Si tratta di una sfilata alla quale partecipano solitamente i parenti dei soldati russi morti nel corso della Grande Guerra, considerati gli eroi della Russia in quanto morti per combattere il nazismo. Un tempo si svolgeva con una sorta di processione, all’interno della quale i partecipanti reggevano le fotografie dei loro cari defunti. Da quattro anni, per i russi di Mosca esiste invece un sito sul quale i parenti caricano le fotografie degli eroi defunti, accompagnandole con una descrizione della loro storia.

Sfilata del Reggimento degli Immortali a San Pietroburgo, 2025 | Ansa: ©ANATOLY MALTSE

La parata senza ospiti, internet e carri armati

Sarà decisamente più sottotono quest’anno la parata dedicata alla commemorazione della capitolazione della Germania nazista del 1945, che da sempre costituisce per l’agenda politica del Cremlino un’occasione di lustro e orgoglio. Il Cremlino ha da tempo avvisato di possibili interruzioni totali alla linea internet, già da mesi comunque compromessa e funzionante a fasi alterne, soprattutto per le giornate comprese tra il 5 e il 9 maggio. La motivazione sarebbe legata a problemi di sicurezza rispetto a possibili attacchi ucraini in quella giornata. Inoltre, ha fatto sapere che alla parata, per la prima volta in 20 anni, non prenderanno parte i mezzi militari: si tratta di una sfilata che da sempre vede protagonisti cingolati e mezzi blindati che hanno fatto la storia dei successi militari russi. Rispetto alle scorse edizioni, poi, che avevano visto la partecipazione di diversi primi ministri e personalità politiche si spicco, come il presidente cinese Xi Jinping, quest’anno sembra che non ci saranno grandi ospiti, e che l’unico che prenderà parte alla manifestazione sarà il primo ministro slovacco, Robert Fico. Quest’ultimo ha fatto, però, sapere che parteciperà solo ad una fase della manifestazione, quella che precede la parata a che prevede la deposizione di un mazzo di fiori accanto al Cremlino, sulla tomba del Milite Ignoto.

La tregua fallita con l’Ucraina

La proposta di una tregua in vista della parata, spesso definita “sacra”, del 9 maggio, era arrivata dal presidente russo Vladimir Putin. Il presidente Zelenskyy aveva però rilanciato, proponendo una tregua che non si limitasse solo a una giornata, ma ad un periodo più ampio, individuato tra il 5 e il 9 maggio. Per tutta risposta, però, gli attacchi russi non avevano accennato a fermarsi, riportando la tregua ad un’ennesima fase di stallo. Alcuni funzionari militari ucraini avevano fatto sapere come già il 6 maggio quattro militari ucraini fossero rimasti feriti dall’inizio della giornata a seguito delle azioni russe durante il cessate il fuoco nell’agglomerato di Pokrovsk, e come nella notte infrastrutture a Zaporizhzhya e Kryvyi Rih, ma anche edifici residenziali a Kharkiv fossero stati presi di mira. Dal canto suo, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto nella notte tra il 5 e il 6 maggio 53 droni ad ala fissa ucraini sui territori delle regioni di Belgorod, Bryansk e Kursk, sulla regione di Mosca, sulla Repubblica di Crimea e sulle acque del Mar Nero.

Il messaggio di Zelenskyy

In risposta ai continui attacchi russi nonostante il cessate il fuoco, Zelenskyy aveva fatto sapere via social: «Se l’unica persona a Mosca che non può vivere senza la guerra si preoccupa solo di una parata e di nient’altro, allora è un altro discorso. L’Ucraina è pronta a lavorare per la pace. L’Ucraina cerca di porre fine a questa guerra con dignità. La Russia ha combattuto fino al punto che persino la sua parata principale ora dipende da noi. Questo è un segnale chiaro: basta».

Il blocco internet e gli avvisi alla popolazione

Anche l’Ambasciata d’Italia a Mosca aveva diffuso nella giornata di martedì un avviso che avvisava i propri connazionali di «possibili restrizioni temporanee su internet e sms». Non si tratta di una novità nel Paese, ma di un inasprimento di misure già in vigore dal mese di aprile. Hanno inoltre fatto discutere le recenti dichiarazioni del portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, rispetto alla richiesta da parte delle compagnie russe di ricevere indennizzi per i danni economici causati negli ultimi mesi dal blocco internet. Peskov avrebbe infatti riferito che non sarebbero previste misure aggiuntive rispetto a quelle già previste per legge.

I messaggi del ministro degli esteri Lavrov e della sua portavoce, Marija Zacharova

Così ieri il MID (Ministero degli Affari Esteri russo) ha diffuso sui suoi canali social un messaggio della sua portavoce, Marija Zacharova, che riportava come la Russia non intenda passare sotto silenzio le dichiarazioni rilasciata dal presidente ucraino Zelensky il 4 maggio a Erevan, capitale dell’Armenia, dicendo: «Il 4 maggio 2026, durante il vertice della Comunità Politica Europea a Erevan, il capo del regime di Kiev, Zelensky, si è permesso di fare dichiarazioni aggressive e minacciose sull’intenzione di rovinare la sacra festa del Giorno della Vittoria a Mosca con atti terroristici, e in quell’occasione erano presenti i rappresentanti di alcuni Paesi della Comunità Europea. E nessuno di loro ha richiamato all’ordine il leader del regime di Kiev». Si riferiva al riferimento fatto dal presidente ucraino all’imminente parata a Mosca senza mezzi militari e con un particolare livello di guardia, interpretato come un messaggio di minaccia che sottolineasse la vulnerabilità russa. E ha continuato: «Non parliamo da una posizione di aggressione; parliamo da una posizione di inevitabile ritorsione all’aggressione».

L’avviso all’evacuazione alle ambasciate straniere a Kiev

Ieri il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha diffuso un comunicato a tutte le missioni diplomatiche straniere e alle rappresentanze delle organizzazioni internazionali accreditate presso il Ministero degli Affari Esteri in Ucraina e di stanza a Kiev. Il messaggio esorta le missioni diplomatiche ad essere pronte ad una “tempestiva evacuazione” del proprio personale e dei propri cittadini da Kiev in caso di un attacco russo sulla città.