Due cacciamine italiani verso il Golfo. Altri 45 giorni di tregua tra Israele e Libano. Trump su Taiwan: «Voglio che si calmino o scoppia una guerra» – La diretta

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran guarda con favore a qualsiasi iniziativa della Cina volta a ridurre le tensioni regionali. «Qualsiasi azione intrapresa dalla Cina per migliorare la situazione sarà accolta positivamente dall’Iran», ha affermato, precisando inoltre che il tentativo di mediazione promosso dal Pakistan non può considerarsi fallito, pur attraversando una fase complessa. Lo riporta Iran International. Apre ai negoziati con gli Usa, anche se non si fida: «Stiamo cercando di mantenere il cessate il fuoco per dare una possibilità alla diplomazia».
Araghchi ha anche spiegato che l’Iran discuterà con la Russia del futuro dell’uranio iraniano solo quando Teheran e Washington avranno compiuto progressi concreti sulla questione nucleare. «Quando raggiungeremo quella fase, avvieremo naturalmente ulteriori consultazioni con la Russia», ha dichiarato durante una conferenza stampa, riferendosi all’ipotesi di esportazione dell’uranio arricchito iraniano.
Dall’altra parte Donald Trump, di ritorno dalla Cina, a bordo dell’Air Force One, ha ribadito ancora una volta che Teheran non avrà mai l’arma nucleare. Ma resta aperto a una sospensione ventennale del programma nucleare iraniano (a patto che sia reale).
Partiti due cacciamin e italiane verso Gibuti
Sono partiti da Augusta – a quanto si apprende – i due cacciamine italiani che potrebbero intervenire nello Stretto di Hormuz a tregua consolidata. Le due unità, il ‘Crotone’ e il Rimini’, sono inizialmente diretti a Gibuti, che raggiungeranno attraverso lo Stretto di Suez. Servirà quasi un mese di navigazione ai due cacciamine per raggingere il Golfo.
Tregua Israele-Libano prorogata di 45 giorni
Il cessate il fuoco tra Libano e Israele, che sarebbe dovuto scadere domenica, è stato prolungato di altri 45 giorni, ha annunciato il Dipartimento di Stato americano al termine del secondo giorno di colloqui tra i due Paesi a Washington.
Trump: «Non voglio che Taiwan dichiari l'indipendenza e si scateni una guerra»
Il candidato repubblicano Donald Trump, in un’intervista rilasciata a Fox News il 15 maggio 2026 a Washington, ha ribadito la propria contrarietà a una dichiarazione di indipendenza da parte di Taiwan. L’ex presidente ha motivato la sua posizione con la necessità di evitare un coinvolgimento militare statunitense in un conflitto a 15.000 chilometri di distanza, sottolineando l’importanza di preservare la stabilità regionale per scongiurare un’escalation bellica con la Cina.
Trump ha precisato che la politica degli Stati Uniti verso l’isola non ha subìto variazioni, esortando sia Taipei sia Pechino alla calma per il mantenimento dello status quo. Interrogato dal giornalista Bret Baier sulla futura fornitura di armi a Taiwan, l’ex inquilino della Casa Bianca non ha assunto impegni formali, dichiarando «Potrei farlo. Potrei non farlo», e ha ribadito che nessuna fazione dovrebbe sentirsi autorizzata a proclamare l’indipendenza contando sul supporto automatico delle forze armate americane.
L'ultimo messaggio di Khamenei
Nuovo messaggio della Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, che ancora una volta non appare in pubblico né fa ascoltare la sua voce, ma affida le sue riflessioni a un comunicato scritto, come già accaduto in tutte le precedenti occasioni dalla sua nomina. Stavolta, in occasione della Giornata nazionale di Ferdowsi, il sommo poeta autore della più grande opera letteraria persiana “Shahnameh”, Khamenei ha parlato della difesa della lingua e della cultura iraniana, ma nel suo messaggio non sono mancati riferimenti all’attualità, in particolare alla crisi con gli Stati Uniti. «Il caro popolo iraniano, anche nella Terza Sacra Difesa (guerra del mese di Ramadan 2026), proprio come nelle due precedenti guerre imposte, ha dimostrato che le storie mitologiche di Ferdowsi sono la realtà delle loro vite e del loro carattere eroico», ha dichiarato in un passaggio. «I concetti formativi, guerrieri e coranici dello Shahnameh uniscono, accompagnano e armonizzano tutti i gruppi etnici e le classi sociali dell’IRAN nella salvaguardia della loro identità, autenticità e indipendenza, nonché nella lotta contro i nemici invasori ‘simili a Zahhak’ (il malvagio re serpente della mitologia persiana, ndr)», ha proseguito la Guida Suprema, sottolineando che «la resistenza coraggiosa e la vittoria onorevole contro l’assalto di aggressori demoniaci e dei diavoli del mondo hanno reso la Nazione più preparata a salvaguardare la propria indipendenza civile e a confrontarsi con l’invasione linguistica, culturale e dello stile di vita americano».
Trump: l'Iran non avrà mai l'arma nucleare
«Non posso dire che inizieremo a bombardare» l’Iran «a una certa ora e un certo giorno, ma quello che posso dire con assoluta certezza è che l’Iran non avrà mai l’arma nucleare», ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con la stampa sull’Air Force One durante il viaggio di rientro dalla sua missione in Cina. Ha affermato inoltre di non avere obiezioni a una sospensione del programma nucleare iraniano per 20 anni, ma deve trattarsi di un impegno reale.
Iran: «Pronti ad accogliere aiuto della Cina per la pace»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran accoglierebbe con favore qualsiasi sforzo cinese volto ad allentare la situazione. «Qualsiasi cosa la Cina fara per migliorare la situazione sara ben accetta dall’Iran», ha affermato citato da Iran International, aggiungendo che il processo di mediazione avviato dal Pakistan non e fallito, ma sta incontrando delle difficolta.
Abbas Araghchi accoglie la mediazione della Cina
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che Teheran accoglie con favore qualsiasi iniziativa della Cina per ridurre le tensioni regionali e ha spiegato che la mediazione del Pakistan sta attraversando difficoltà, ma non è fallita. Lo riferisce Iran International.
Araghchi ha inoltre dichiarato che l’Iran discuterà con la Russia della questione dell’uranio arricchito solo dopo eventuali progressi nei colloqui con gli Stati Uniti. Pur ribadendo la sfiducia verso Washington, il ministro ha detto che Teheran resta aperta ai negoziati se gli Usa dimostreranno serietà, sottolineando l’impegno iraniano a mantenere il cessate il fuoco per favorire la diplomazia.
Media libanesi: presto proroga cessate il fuoco con intenti
Al termine dei colloqui di due giorni a Washington tra Israele e Libano, gli Stati Uniti dovrebbero diffondere una dichiarazione congiunta e annunciare una proroga del cessate il fuoco accompagnata da una «dichiarazione d’intenti». Lo riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, secondo cui il piano prevederebbe un ritiro graduale israeliano parallelamente all’avvio, da parte di Beirut, di un processo di disarmo di Hezbollah.
Secondo il giornale, Washington e Tel Aviv avrebbero inoltre discusso le linee guida di un piano operativo da attuare con le autorità libanesi, nel tentativo di separare il dossier libanese da un eventuale accordo con l’Iran.
Trump: «Con l'Iran non avrò molta più pazienza»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la sua pazienza nei confronti dell’Iran «si sta esaurendo», dopo aver discusso del conflitto tra Washington e Teheran con il presidente cinese Xi Jinping in un’intervista al programma Hannity di Fox News.
Trump ha invitato le diverse componenti del potere iraniano a raggiungere un’intesa, sostenendo che «dovrebbero trovare un accordo». Sulla questione delle presunte scorte nascoste di uranio arricchito iraniano, il presidente americano ha ridimensionato la portata del tema, definendolo «più una questione di pubbliche relazioni che altro», pur ammettendo che preferirebbe ottenerne il controllo.

