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Che dischi Gazzè e Willie Peyote, ottimi i Pinguini tattici, Elisa e anche Tiziano Ferro con Lazza. Malissimo Irama. Le recensioni

17 Maggio 2026 - 19:17 Gabriele Fazio

Willie Peyote – Anatomia di uno schianto prolungato

Anatomia di uno schianto prolungato per il rapper torinese rappresenta una sorta di ritorno al futuro, un ossimoro artistico per cui la maturità dei 40 anni tondi tondi va di pari passo all’indole di prendersi la libertà di recuperare alcune caratteristiche del Willie Peyote che fu. Ed è questo che caratterizza il nuovo disco, che brucia più della necessità di tradurre in musica un istinto autentico che della lucidità di raccontare o denunciare un qualcosa. Un disco in cui le proprie vulnerabilità non diventano materia da “rimorchio” musicale e nemmeno l’eccezione alla regola che vuole i rapper tutti brutti, sporchi e cattivi, ma un sentimentalismo vivido e coinvolgente. Solo un altro degli elementi che ci restituiscono un Willie Peyote in continua evoluzione, artista vivace che viene trascinato dal vento della vita qui e là e poi riesce a riportare tutto in musica, con questa sua visione del rap così colorata e sofisticata, intellettuale e ironica. Per cui dentro si naviga serenamente tra un pezzo commovente come Burrasca a pezzi che sembrano riprendere la verve genialoide del primissimo Peyote come Che caldo fa a Testaccio, Luigi e Kill Tony. Solo Willie Peyote fa quello che fa Willie Peyote.