Omicidio Pierina Paganelli, chiesto l’ergastolo per Louis Dassilva: «Ha ucciso perché non voleva che si scoprisse la relazione con Manuela Bianchi»

Chiesto l’ergastolo per Louis Dassilva. Il pubblico ministero Daniele Paci al termine di una requisitoria durata sei ore, ha chiesto la condanna del 35enne senegalese, alla pena dell’ergastolo per l’omicidio pluriaggravato di Pierina Paganelli, la pensionata uccisa a Rimini la sera del 3 ottobre del 2023. Per Dassilva la Procura della Repubblica ha chiesto ai giurati della Corte d’Assise di non ammettere le attenuanti generiche pur non essendoci condanne pregresse. Crudeltà e minorata difesa sussistono, secondo il pm.

«Ha detto 288 volte non ricordo»
Secondo il pm Dassilva ha messo in atto una sequela di bugie e di non ricordo, nel corso del procedimento che lo ha coinvolto. Ha ricordato i suoi interrogatori, quando «ha detto 288 volte non ricordo. Quando non ha mentito ha detto di non ricordare». Menzogne anche nella ricostruzione del 4 ottobre del 2023, giorno del rinvenimento del cadavere dell’anziana. Lì, spiega il pm Paci, «le ha sbagliate tutte».
Le bugie delle donne di Dassilva
Sono 40 anche le bugie della moglie Valeria Bartolucci. «Il falso alibi fornito al marito diventa un indizio di colpevolezza», ha sottolineato Paci. Valeria avrebbe mentito quindi su molte cose e sulla sera dell’omicidio. Per il Paci la moglie di Dassilva «mente tentando di dare credibilità alle sue parole con molti particolari che puntualmente sono stati smentiti». Ampio capitolo nella requisitoria dedicato anche al ruolo dell’altra donna di Dassilva, la nuora Manuela Bianchi, la donna che, confessando dopo 17 mesi dal delitto, di averlo incontrato in garage la mattina del ritrovamento della suocera, l’ha incastrato. «La Bianchi ha sempre tentato di difendere Dassilva – ha detto ancora il Pm – se la sera stessa avesse raccontato che aveva incontrato Dassilva prima di scoprire il corpo, Louis sarebbe stato subito fermato». Ma nel racconto di Manuela di quella mattina c’erano 8 minuti di vuoto, indizio che ha poi portato la Squadra Mobile a metterle pressione. Per questo, sottolinea il pm, non è un «teste puro», «perché indagata per favoreggiamento». Anche se le sue affermazioni sono state verificate e il tribunale del Riesame le ha già valutate credibili.

