Ultime notizie Delitto di GarlascoMaldiveModena
ATTUALITÀEmilia-RomagnaErgastoloInchiesteOmicidiPierina PaganelliRimini

Omicidio Pierina Paganelli, chiesto l’ergastolo per Louis Dassilva: «Ha ucciso perché non voleva che si scoprisse la relazione con Manuela Bianchi»

18 Maggio 2026 - 18:27 Stefania Carboni
pierina paganelli
pierina paganelli
Per il pm Daniele Paci l'uomo «ha detto 288
volte non ricordo. Quando non ha mentito ha detto di non
ricordare»
Google Preferred Site

Chiesto 
l’ergastolo per Louis Dassilva. Il pubblico ministero Daniele 
Paci al termine di una requisitoria durata sei ore, ha chiesto la condanna del 35enne senegalese, alla pena
dell’ergastolo per l’omicidio pluriaggravato di Pierina
Paganelli, la pensionata uccisa a Rimini la sera del 3 ottobre
del 2023. Per Dassilva la Procura della Repubblica ha chiesto ai 
giurati della Corte d’Assise di non ammettere le attenuanti
 generiche pur non essendoci condanne pregresse. Crudeltà e minorata difesa sussistono, secondo il pm.

Louis Dassilva, in carcere a Rimini per l’omicidio di Pierina Paganelli, in via del Ciclamino per le prove dell’incidente probatorio Rimini, 11 febbraio 2025. Foto ANSA/ANNA DE MARTINO

«Ha detto 288 volte non ricordo»

Secondo il pm Dassilva ha messo in atto una sequela di bugie e di non ricordo, nel corso del procedimento che lo ha coinvolto. Ha ricordato i suoi interrogatori, quando «ha detto 288
volte non ricordo. Quando non ha mentito ha detto di non
ricordare». Menzogne anche nella ricostruzione
del 4 ottobre del 2023, giorno del rinvenimento del cadavere dell’anziana. Lì, spiega il pm Paci, «le ha sbagliate tutte».

Le bugie delle donne di Dassilva

Sono 40 anche le bugie della moglie Valeria Bartolucci. «Il falso alibi fornito al marito diventa un indizio di
colpevolezza», ha sottolineato Paci. Valeria avrebbe mentito
quindi su molte cose e sulla sera dell’omicidio. Per il Paci la moglie di Dassilva «mente tentando
di dare credibilità alle sue parole con molti particolari che
puntualmente sono stati smentiti». Ampio capitolo nella
requisitoria dedicato anche al ruolo dell’altra donna di Dassilva, la
nuora Manuela Bianchi, la donna che, confessando dopo 17 mesi
dal delitto, di averlo incontrato in garage la mattina del
ritrovamento della suocera, l’ha incastrato. «La Bianchi ha
sempre tentato di difendere Dassilva – ha detto ancora il Pm – se la
sera stessa avesse raccontato che aveva incontrato Dassilva
prima di scoprire il corpo, Louis sarebbe stato subito fermato».
Ma nel racconto di Manuela di quella mattina c’erano 8 minuti di
vuoto, indizio che ha poi portato la Squadra Mobile a metterle pressione. Per questo, sottolinea il pm, non è un «teste puro», «perché indagata per favoreggiamento». Anche se le
sue affermazioni sono state verificate e il tribunale del
Riesame le ha già valutate credibili.