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Cinemagoal: c’è una nuova tecnologia per lo streaming pirata

22 Maggio 2026 - 10:10 Alba Romano
cinemagoal streaming pirata dazn sky netflik
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100 perquisizioni e sequestri in tutta Italia per i contenuti illegali delle piattaforme Sky, DAZN, Netflix, Disney+, Spotify. Tutto è nato da un monitoraggio sui social
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Macchine virtuali in funzione h24 per captare, ogni tre minuti, e ritrasmettere all’istante i codici originali di abbonamenti leciti a piattaforme di streaming. Ma intestati a persone fittizie, così da inviare un segnale in chiaro agli abbonati. Questo è il nuovo sistema di pirateria per i contenuti audiovideo a pagamento scoperto da un’indagine della Guardia di Finanza di Ravenna, coordinata dalla procura di Bologna.

Perquisizioni e sequestri

Sono 100 le perquisizioni e i sequestri eseguiti in tutta Italia nell’ambito dell’operazione “Tutto chiaro”. Nata per contrastare la diffusione di abbonamenti pirata a Sky, DAZN, Netflix, Disney+, Spotify e da un monitoraggio sui social, l’inchiesta ha consentito di portare alla luce una tecnologia nuova. Che consiste nell’installazione, sui device dei clienti, di un’applicazione, chiamata Cinemagoal, che connette i dispositivi ad un server estero per decriptare i contenuti scelti. Questo sistema, spiega la Finanza, dribbla i blocchi di sicurezza. E incrementa anche la qualità della visione, riducendo le possibilità che gli utenti finali vengano intercettati dai controlli.

Cinemagoal

Chi aveva il compito (oltre 70 persone) di distribuire il prodotto sul territorio riscuoteva un abbonamento annuale. Il costo era variabile da 40 a 130 euro (in base ai pacchetti selezionati). I pagamenti venivano regolati in criptovaluta o su conti di appoggio esteri o falsamente intestati. Gli stessi rivenditori, successivamente, giravano parte dei proventi agli organizzatori della frode. In cooperazione con Eurojust (per il coordinamento delle operazioni in Francia e Germania), è stato disposto anche il sequestro dei supporti informatici esteri nei quali sono custoditi i dati per decodificare i segnali audiovisivi protetti e il codice sorgente del programma.

I reati

I reati ipotizzati sono pirateria audiovisiva, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica. Il danno calcolato per le società è stato stimato in circa 300 milioni. Intanto verranno notificate le sanzioni nei confronti dei primi 1000 abbonati individuati, con importi tra i 154 e i 5 mila euro.