Ultime notizie Delitto di GarlascoGlobal Sumud FlotillaMaldiveUcraina
SPORTCalcioJuventus FCPiemonteScontriSerie ATorinoTorino FCUltras

Come sta il tifoso ferito prima del derby di Torino. La questura: colpito da una bottiglia

25 Maggio 2026 - 05:22 Alessandro D’Amato
marco leonardo basoccu tifoso juventus lacrimogeno bottiglia
marco leonardo basoccu tifoso juventus lacrimogeno bottiglia
Marco Leonardo Basoccu in coma farmacologico alle Molinette. Secondo gli ultras era stato centrato da un lacrimogeno
Google Preferred Site

Si chiama Marco Leonardo Basoccu, ha 36 anni e di mestiere fa il commercialista il tifoso ferito ieri prima del derby tra Torino e Juventus. Alle 23.30 di ieri si è concluso all’ospedale Molinette l’intervento neurochirurgico a cui è stato sottoposto. L’uomo, che ha riportato un trauma cranico definito severo dai sanitari, è ora ricoverato in osservazione in terapia intensiva. La prognosi resta riservata. Nella serata di ieri gli ultras della Juventus avevano fatto circolare la voce che fosse stato colpito da un lacrimogeno. La questura di Torino ha fatto sapere che dai primi accertamenti sull’accaduto a causare il trauma cranico al tifoso sarebbe stato un corpo contundente, verosimilmente una bottiglia di vetro.

Marco Leonardo Basoccu

La Stampa pubblica oggi una foto dell’uomo che si trova attualmente in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva delle Molinette. Il padre Pierluigi ha detto al quotidiano: «Ho parlato con i medici mi hanno detto che bisogna aspettare, che è necessario capire se l’ematoma verrà assorbito o no». Anche la madre Maria Teresa era in ospedale. Basoccu fa parte del gruppo ultras Viking di Milano.

«Io e mia moglie abitiamo a Casale Monferrato e quando mi hanno detto che era capitato un incidente a mio figlio fuori dalla stadio siamo partiti subito. Non so nemmeno come ho fatto ad arrivare fino qui, ero completamente in confusione. Mentre guidavo pensavo “Dio se devi prendere qualcuno prendi me”. Perché ho subito pensato al peggio. Adesso non ci resta che sperare, ma so che le Molinette sono un ospedale al top per la neurologia. E poi è positivo che l’abbiano operato», dice il padre.

Lacrimogeno o bottiglia

All’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale c’erano molti agenti della Digos e corso Bramante era presidiato da una squadra del Reparto Mobile. «Mi hanno detto che è stato colpito da un lacrimogeno mentre si stavano avvicinando allo stadio insieme a tutti gli altri», ha detto il padre. Un ultras ha raccontato al quotidiano: «Ero vicino a Marco quando, improvvisamente, ho sentito come un botto e l’ho visto cadere di faccia. Poi c’era molto sangue e si sono subito avvicinate delle persone per soccorrerlo». Il tifoso sarebbe anche stato sentito dalla polizia subito dopo i fatti.

La ricostruzione

Tutto è cominciato nel pomeriggio di domenica intorno alle 17. Gli ultras della Juve percorrevano in corteo corso Unione Sovietica, i tifosi del Toro si erano radunati al Filadelfia, altri gruppi granata si stavano spostando dalla curva Maratona. Tutti i percorsi confluivano in piazzale San Gabriele da Gorizia. È qui che le tifoserie sono venute a contatto, con lacrimogeni e cariche di alleggerimento le forze dell’ordine hanno disperso le due fazioni. Durante gli scontri sono rimasti feriti quattro agenti e un tifoso della Juve, colpito alla testa e trasportato in codice rosso in ospedale dove è stato operato e ha ricevuto la visita di una delegazione di ultras del Toro.

Il sindaco

«Quella che doveva essere una serata all’insegna del calcio e del divertimento, a causa del comportamento irresponsabile e criminale di alcuni, è degenerata in scontri e violenze», ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo, che ha espresso «solidarietà agli agenti rimasti feriti mentre erano al lavoro per garantire l’ordine pubblico e vicinanza al tifoso coinvolto nei disordini che ora è in ospedale». La notizia dello juventino in codice rosso aveva fatto il giro nel settore ospiti e gli ultras bianconeri avevano chiesto a gran voce di non giocare, posizionandosi sulle balaustre e minacciando l’invasione di campo.