«Ma perché?», dà un pugno all’avversario a terra: tutti in campo per difenderlo. La rissa folle al match di basket in A2 – La diretta
Era una gara cruciale per la salvezza tra due società storiche, ma quasi subito si è trasformata nel peggior spettacolo possibile per un evento sportivo. Al PalaMaggetti di Roseto degli Abruzzi, nel corso di gara 3 dei playout di Serie A2 maschile tra Roseto e Ruvo di Puglia, che si giocano quindi la permanenza nella seconda serie. Un normale possesso di gioco conquistato dopo un rimbalzo e una palla contesa ha fatto esplodere il caos nell’area dei padroni di casa. Jacopo Borra, centro di Ruvo, ha colpito ripetutamente al volto l’avversario Aristide Landi, innescando una rissa che ha coinvolto giocatori e panchine, con arbitri e staff costretti a intervenire per riportare l’ordine.
Le espulsioni e la fasciatura alla testa
Borra è stato immediatamente espulso, così come altri giocatori coinvolti nella rissa successiva: Aleksa Nikolic per Ruvo e, tra le fila di Roseto, Angelo Del Chiaro e Danilo Petrovic, sanzionati per essere entrati in campo dalle panchine durante il parapiglia. Aristide Landi, colpito al volto, ha dovuto lasciare temporaneamente il parquet per essere medicato, rientrando poi con una vistosa fasciatura alla testa. Dopo la sospensione per alcuni minuti, la gara è ripresa, ma l’atmosfera è rimasta segnata dall’episodio. Sul campo, Roseto ha poi chiuso la partita sul 100-84, portandosi avanti nella serie e costringendo Ruvo a rinviare il primo match point salvezza.
Le scuse di Ruvo
Dopo la partita, la società pugliese ha diffuso una nota in cui «prende fermamente le distanze da quanto accaduto in campo» e si scusa «con il pubblico presente al PalaMaggetti, in particolare con i tanti bambini sugli spalti, e con l’atleta Aristide Landi per quanto verificatosi». Ruvo, inoltre, ha espresso «rammarico nei confronti della Pallacanestro Roseto per l’episodio avvenuto durante l’incontro», e ha sottolineato come, «pur nel contesto della tensione agonistica, episodi di questo genere non rappresentino i valori sportivi, educativi e umani che da sempre contraddistinguono il nostro club».

