Mondiali, le 5 nazionali di calcio che si ribellano alla Uefa: «Così la riforma delle qualificazioni ci taglia fuori». Cosa cambia dal 2028

Addio alla Nations League e alle qualificazioni europee come le conosciamo oggi. Dal 2028 si passa un formato stile Champions League, con due maxi leghe. È quanto ha deciso il Comitato Esecutivo della Uefa, riunitosi a Istanbul il 20 maggio. Una vera e propria rivoluzione per il calcio europeo per nazionali. La riforma prevede la creazione di una struttura a due livelli: due leghe, una composta dalle 36 squadre più forti, l’altra dalle rimanenti 18 nazionali. Se l’obiettivo del presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, è chiaro, cioè aumentare il livello e il valore commerciale delle partite, altrettanto evidente è la protesta dei tifosi di cinque piccoli Stati, che con questa rivoluzione vedono negato il principio di uguaglianza tra nazionali. La riforma voluta dalla Uefa «impedirà di fatto alle nostre nazionali di calcio dal 2028 di confrontarsi contro le migliori selezioni europee», è la lettera firmata da Brigata Mai 1 Gioia (San Marino), Team 54 (Gibilterra), South End Core (Malta), Ländleblock & Mormile Raeticae (Liechtenstein), Skansin (Isole Faroe), tifosi dei piccoli Stati.
«La riforma distrugge il principio di uguaglianza tra nazionali»
I tifosi delle cinque piccole nazionali non ci stanno. La riforma «distrugge il principio di uguaglianza tra le nazionali» e «spinge le nazioni più piccole fuori dal calcio di alto livello, togliendo loro il diritto di affrontare le migliori squadre d’Europa», scrivono in un comunicato. Per questi piccoli Stati, le partite contro squadre come Francia, Germania o Spagna sono momenti di gioia in primis per i singoli calciatori, oltre che di confronto con le selezioni europee più importanti, per quanto con risultati spesso sbilanciati. «Per i giocatori dei Paesi più piccoli, queste partite sono tutto», continua la nota dei tifosi. La riforma «crea un sistema a due livelli nel calcio europeo e elimina uno degli elementi più potenti del calcio: la possibilità di risultati a sorpresa», concludono i sostenitori di San Marino, Gibilterra, Malta, Liechtenstein e Isole Faroe.
Il nuovo format per le qualificazioni ai Mondiali: le due leghe
Dopo Euro 2028 cambia tutto. Per qualificarsi ai Mondiali non ci saranno più dodici gironi da cinque squadre ciascuno, con la prima classificata che accede direttamente alla massima competizione per nazionali, mentre la seconda che passa attravero i playoff. E noi italiani lo sappiamo molto bene. Il nuovo sistema dividerà le selezioni europee in due macro-leghe. Innanzitutto la League 1, composta dalle 36 squadre migliori, cioè quelle appartenenti alle Leghe A e B della Nations League. Poi la League 2, formata dalle restanti 18 nazionali.
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Il nuovo format per le qualificazioni ai Mondiali: il calendario e la classifica
Nella League 1, le 36 squadre saranno suddivise in tre fasce in base a un criterio non ancora stabilito. Secondo Calcio e Finanza, le ipotesi sul tavolo sono due: il piazzamento alla precedente Nations League o il ranking Fifa. Una volta create le fasce, si formeranno tre gironi da dodici squadre, pescando quattro nazionali da ogni fascia. Ogni squadra giocherà così sei partite contro sei avversarie differenti, tre in casa e tre in trasferta, nello stesso mondo di quanto già succede ai club in Champions League. La League 2, invece, seguirà una struttura tradizionale. Le 18 squadre, infatti, saranno divise in tre gironi da sei. Le migliori nazionali della League 1 accederanno direttamente ai Mondiali, ma non è ancora stabilito ufficialmente il numero. Gli altri posti verranno assegnati tramite il playoff, per garantire la possibilità di qualificarsi anche alle squadre minori, raggruppate nella League 2. Per i dettagli bisognerà aspettare l’approvazione finale del Comitato Esecutivo previsto a settembre.

