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L’AI per il fuorigioco “semiautomatico” ai Mondiali, i dettagli mai visti finora con gli avatar 3D. Collina e le novità Fifa: «Ma i guardalinee non spariranno»

19 Maggio 2026 - 19:06 Matteo Revellino
Collina Spazio Lenovo spiega fuorigioco con IA ai Mondiali 2026
Collina Spazio Lenovo spiega fuorigioco con IA ai Mondiali 2026
Addio ai «manichini» tutti uguali nel fuorigioco semiautomatico. Al loro posto ci saranno degli avatar iperrealistici creati con l'IA per aumentare la precisione della rivelazione. Le novità basate sulla tecnologia di Lenovo, spiegate da Pierluigi Collina
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I Mondiali di calcio 2026 devono ancora cominciare, ma c’è già una certezza: quelli che si giocheranno tra Stati Uniti, Canada e Messico saranno i più tecnologici di sempre. La Fifa mette in campo per la prima volta l’intelligenza artificiale. Cambia il modo di visualizzare il fuorigioco semiautomatico, una realtà consolidata in tutte le maggiori competizioni calcistiche del mondo. Con i Mondiali, si dirà addio alla visualizzazione semplice che si ha avuto finora, bidimensionale e fatta di due elementi: i «manichini» tutti uguali a rappresentare i giocatori e due linee (quella dell’attaccate e quella dell’ultimo uomo). Grazie a una collaborazione tra Fifa Innovation e Lenovo, arrivano gli avatar in 3D, che ricalcheranno le differenze fisiche dei vari calciatori. «Una visualizzazione più videogiochistica», la descrive Valerio Rizzo, AI Senior Manager & Solution Architect di Lenovo. Una rappresentazione iperrealistica, fedele alle sembianze del giocatore, che aumenterà la precisione nella valutazione del fuorigioco da parte degli arbitri al Var. L’occhio umano fa un passo indietro a fronte del miglioramento tecnologico, ma «i guardalinee non scompariranno», promette il presidente della Commissione Arbitri della FIFA, Pierluigi Collina, dall’evento riservato alla stampa presso lo Spazio Lenovo di Milano.

Cambia la visualizzazione del fuorigioco

L’IA entra in campo per rivoluzionare la rappresentazione grafica del fuorigioco semiautomatico. Come spiega Rizzo, «non cambia la tecnologia sottostante al Var, ma la visualizzazione del fuorigioco. Quella precedente dava dei problemi di percezione, perché poteva essere distorta in quanto non fedele perfettamente alla realtà». Collina spiega il percorso che ha portato a un tale cambiamento: «Volevamo trovare una tecnologia per minimizzare l’intervento umano e dare una visualizzazione chiara in modo da permettere una maggiore comprensione». L’innovazione con l’IA si unisce al chip presente nel pallone, novità introdotta per Qatar 2022. Il «pallone intelligente» è in grado di inviare 500 informazioni al secondo sul tocco del pallone, in modo da stabilire quando viene calciato: parametro fondamentale per determinare un fuorigioco. Gli avatar 3D saranno quindi utili per gli arbitri al Var, ma anche per gli spettatori da casa. «Ora non ci saranno scheletri tutti uguali, ma personalizzati. Quindi ci sarà differenza tra chi è alto 170 o 190 centimetri. Questo permette di essere più chiari, accurati e coinvlgenti nella visualizzazione», spiega Collina.

Collina spiega il fuorigioco ai Mondiali 2026 con l'IA

Collina: «I guardalinee non scompariranno»

«Minimizzare l’intervento umano», spiega Collina, ma senza eliminare gli assistenti di gara, fondamentali nella valutazione di molte situazioni in campo: «Difendo e rassicuro la categoria dei guardalinee che sono ancora importanti nella valutazione di alcuni episodi. La tecnologia fornisce un dato oggettivo per la rilevazione della posizione geografica di un giocatore in campo. Ma sul resto – sottolinea Collina – abbiamo bisogno ancora dell’intervento umano per decidere se quella posizione di fuorigioco diventi punibile o no». Auementa l’accuratezza tecnologica, ma non spariscono gli assistenti, che però saranno aiutati. L’obiettivo è quello di evitare le corse inutili dei giocatori quando sono in posizione di fuorigioco ma non sbandierata dai guardalinee: «Oggi arriva all’assistente un input sulle situazioni di fuorigioco geografico che sono superiori ai 10 centimetri. Poi cercheremo di evitare un gap temporale elevato tra un gol e la conferma della validità», racconta l’ex arbitro della finale dei Mondiali nel 2002.

Come funzionano gli avatar 3D dei calciatori

«Per la prima volta nella storia dei videogiochi e del cinema, l’intero processo di creazione degli avatar 3D sarà completamente automatica», spiega Rizzo. Tutti i 1248 giocatori delle 48 nazionali saranno quindi sottoposti a una scansione che utilizza cinque intelligenze artificiali per determinare la posizione di mani, testa, tronco, gambe e persino delle dita in modo da avere le «risposte più precise possibili», assicura Rizzo. Il secondo passo è la creazione un avatar fedele alle reali sembianze del singolo giocatore e sarà visto nell’eventualità di un fuorigioco. In caso di chiamata del Var, apparirà sugli schermi una clip animata dove a muoversi non sono manichini anonimi, ma le repliche digitali dei protagonisti. 

La Referee Cam e Football AI Pro

Le novità non si esauriscono con il fuorigioco semiautomatico. L’intelligenza artificiale entra in gamba tesa anche per migliorare la Referee Cam, la videocamera vicina all’auricolare dell’arbitro in modo da vedere dalla prospettiva del direttore di gara. Introdotta con il Mondiale per club della scorsa estate, verrà stabilizzata attraverso l’IA per migliorarne la fruizione. L’ultima innovazione è la piattaforma Footbal AI Pro: un portale che conterrà tutti i dati sui calciatori. Sarà fruibile e utile per i giocatori in primis, in modo da monitorare le proprie prestazioni, ma anche per i commissari tecnici e i propri staff.

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