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L’Iran saluta la Nazionale in partenza per i Mondiali, ma il viaggio è a rischio: il nodo dei Pasdaran e quello delle impronte digitali

14 Maggio 2026 - 18:55 Francesca Milano
iran calcio
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Il 15 o il 16 maggio il presidente della federazione iraniana dovrebbe incontrare la FIFA per avere risposte sui visti: senza quelli, molti membri della delegazione non potranno entrare negli USA
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Ieri a Teheran c’è stata la cerimonia di saluto per la partenza della nazionale iraniana diretta ai Mondiali. Ma in realtà l’Iran non ha ancora la certezza di poter entrare negli Stati Uniti. Diversi membri della delegazione iraniana sono ancora senza visto, la federazione di Teheran chiede garanzie alla FIFA e sul tavolo resta anche il nodo più delicato: i controlli sui dirigenti ed ex militari legati ai Pasdaran, le Guardie rivoluzionarie considerate organizzazione terroristica da Washington.

Il nodo dei Pasdaran

Dietro le rassicurazioni pubbliche della FIFA si sta consumando un complicato braccio di ferro politico e burocratico che coinvolge Washington, Teheran e gli organizzatori del torneo. Secondo Reuters, la Federcalcio iraniana (FFIRI) sta chiedendo alla Fifa «garanzie» formali affinché tutti i componenti della delegazione possano entrare negli Usa «senza discriminazioni politiche».

Il nodo riguarda soprattutto i membri legati ai Pasdaran, le Guardie rivoluzionarie iraniane, che Stati Uniti e Canada considerano un’organizzazione terroristica. E il problema non è teorico: il presidente della federazione iraniana, Mehdi Taj, ex membro dei Pasdaran, è già finito al centro di incidenti diplomatici nelle ultime settimane, quando insieme ad altri dirigenti ha avuto problemi di accesso in Canada in occasione del congresso FIFA di Vancouver.

Le impronte digitali

C’è poi un secondo problema, più pratico ma altrettanto delicato: l’Iran non ha relazioni diplomatiche dirette con gli Stati Uniti dal 1980. Questo significa che i giocatori iraniani devono ottenere il visto attraverso ambasciate americane in Paesi terzi, soprattutto in Turchia. Secondo Al Jazeera, molti membri della nazionale dovrebbero ancora recarsi ad Ankara per il rilevamento delle impronte digitali, passaggio obbligatorio della procedura consolare americana.

L’incontro tra federazione iraniana e FIFA

Intanto, resta una domanda sospesa: quella avanzato lo scorso aprile dalla federazione iraniana che ha chiesto alla FIFA di spostare le partite dell’Iran dal territorio statunitense al Messico. A questa proposta, secondo Reuters, non c’è mai stata una risposta. Anche se per alcuni le recenti parole di Gianni Infantino («l’Iran giocherà negli Stati Uniti») sono di fatto una risposta negativa all’istanza della federazione iraniana.

Secondo quanto dichiarato da Mehdi Taj, la federazione iraniana dovrebbe incontrare la FIFA «domani o dopodomani», cioè il 15 o il 16 maggio. Durante quell’incontro la federazione iraniana chiederà ancora garanzie sui visti e sulla sicurezza della delegazione.

Gli USA sospendono le cauzioni per i visti

Nel frattempo gli Stati Uniti stanno modificando alcune procedure per evitare il caos visti durante il Mondiale. Reuters ha riportato che Washington ha sospeso il contestato sistema di cauzioni obbligatorie per alcuni tifosi provenienti da Paesi africani qualificati al torneo: la cauzione da 15mila dollari era stata introdotta lo scorso anno per i cittadini provenienti da 50 Paesi, tra cui Algeria, Capo Verde, Costa d’Avorio, Senegal e Tunisia.

FOTO: Ansa/Epa ABEDIN TAHERKENAREH

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