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Meno di un mese ai Mondiali di calcio ma lo stadio Azteca sprofonda insieme a Città del Messico: i rischi strutturali e il ruolo della Nasa

12 Maggio 2026 - 23:19 Matteo Revellino
Stadio Azteca Città del Messico
Stadio Azteca Città del Messico
I problemi strutturali dell'impianto che ospiterà la partita inaugurale dei Mondiali di calcio tra Messico e Sudafrica. Tutta Città del Messico sta sprofondando a causa dell'estrazione delle acque sotterranee
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L’11 giugno si accenderanno i riflettori dello stadio Azteca di Città del Messico per la partita inaugurale della 23esima edizione dei Mondiali di calcio, quella tra Messico e Sudafrica. O dovrebbero accendersi. Il condizionale è d’obbligo perché l’impianto in cui Maradona segnò il gol della «mano di Dio» nel 1986 è finito sotto osservazione della Nasa, atttraverso sofisticati satelliti radar in grado di rilevare minime variazioni della superficie terrestre. Da qualche tempo i rilevamenti sul terreno ha mostrato dei cedimenti, come sta succedendo in altre zone della capitale, di circa un centimetro e mezzo al mese, come precisato dal Daily Mail.

Il rischio idrogeologico

Non è una situazione legata solo allo stadio Azteca, ma è dovuta all’estrazione dell’acqua dal terreno della capitale messicana. Lo spiega Marvin Govorcin, scienziato del Jet Propulsion Laboratory della Nasa: «Città del Messico sta sprofondando principalmente a causa dell’acqua sotterranea dalla falda acquifera sottostante: viene pompata a un ritmo che supera di gran lunga la ricarica naturale dovuta alle precipitazioni. Man mano che l’acqua viene prelevata, la falda acquifera si compatta sotto il peso della città sovrastante». Il fenomeno riguarda quindi l’intera città e ha anche colpito la statua dell’Angelo dell’Indipendenza: qui sono stati costruiti 14 gradini in più per raggiungere il basamento del simbolo cittadino, alto 35 metri. Una possibile soluzione sarebbe «interrompere l’estrazione dell’acqua. E se lo facciamo, che acqua berremo?», si chiede Efraín Ovando Shelley, ingegnere dell’Università nazionale autonoma del Messico.

I rischi strutturali di uno stadio non ancora completo

Lo stadio sprofonda e i danni all’interno dell’impianto sono sempre più visibii: alcune testimonianze parlano di frammenti di cemento che si staccano da alcune parti della struttura. Crescono quindi i dubbi attorno a uno stadio che dovrebbe ospitare cinque partite dei Mondiali, ma non è neanche terminato. Secondo il calendario ufficiale, l’impianto avrebbe dovuto essere consegnato alla Fifa entro l’11 maggio, 30 giorni prima dell’inizio del torneo. Ma dopo due anni di lavori, non è ancora completo. Già alla sua riapertura ufficiale con l’amichevole tra Messico e Portogallo del 29 marzo, i tifosi non avevano nascosto le loro perplessità per la posizione e disposizione dei posti a sedere. Per gli esperti, il restyling apportato a quello che ora si chiama Stadio Banorte Città del Messico non pare all’altezza degli standard richiesti per un evento della portata di un Mondiale.    

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