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«Farò tutto per avere giustizia», la rabbia della schermitrice che denunciò due atleti azzurri per stupro: la promessa dopo l’assoluzione – Il video

18 Maggio 2026 - 15:36 Matteo Revellino
Assolti i due schermidori italiani perché «il fatto non sussiste». La denuncia dopo i fatti avvenuti, secondo l'accusa, tra il 4 e il 5 maggio 2023. «Ci sono tanti casi nello sport in cui vogliono silenziare le donne», ha detto l'atleta uzbeka
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Ha ancora gli occhi lucidi dopo la lettura della sentenza che ha assolto i due schermidori accusati di violenza sessuale. Lei, la giovane sciabolatrice uzbeka, che aveva denunciato due atleti della Nazionale italiana di scherma, si mostra fuori dal tribunale di Siena per la prima volta davanti alle telecamere. E denuncia quella che considera una totale ingiustizia: «Non posso credere che le cose siano andate così ma andrò fino in fondo per la mia giustizia. Ci sono tanti casi nello sport e nel mondo in cui vogliono silenziare le donne. Questo non può succedere». Il legale della schermitrice, Luciano Guidarelli, ha aggiunto: «Faremo appello contro questa sentenza. Oggi la ragazza ha ottenuto una vittoria che è molto più prestigiosa di qualsiasi medaglia sportiva: ci ha messo la faccia denunciando la stortura del sistema».

Perché ha deciso di mostrarsi ora

Dopo tre anni ha deciso di mostrarsi davanti alle telecamere, di rivelare il proprio volto e il suo nome. Fernanda Herrera, così si chiama la sciabolatrice di origine messicana, non vuole nascondere rabbia e frustrazione per una sentenza considerata ingiusta: «Io non ho mai voluto far vedere la mia faccia in questi 3 anni in cui ho sofferto questa cosa, ma sono stanca e mi farò vedere perché sono orgogliosa di me e perché per tre anni a parte che per lottare per i miei risultati, per le mie tante medaglie, ho lottato per la mia giustizia e non mi fermerò mai».

L’accusa della procura di Siena e l’assoluzione

Emanuele Nardella, 24 anni, e Lapo Jacopo Pucci, 23 anni: sono loro i due schermidori che questa mattina, 18 maggio, sono stati assolti dal gup Andrea Grandinetti perché «il fatto non sussiste». La procura di Siena aveva chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi per entrambi. La difesa della vittima e dei familiari, rappresentati dall’avvocato Guidarelli, aveva inoltre richiesto 200mila euro di risarcimento per la ragazza e 110mila euro per la madre, e 55mila euro di provvisionale per quest’ultima e di 100mila euro per la ragazza. Ma, come dichiarato dalla schermitrice uzbeka, non finisce qui: «Il processo a mio avviso avrebbe dovuto prendere una direzione completamente diversa soprattutto perché durante l’incidente probatorio e dalle sommarie informazioni raccolte dagli inquirenti – sottolinea Guidarelli – è emerso che la mia assistita non era nelle condizioni di potere discernere e prestare consenso per avere rapporti».

I fatti della notte tra il 4 e il 5 agosto 2023

Secondo l’accusa, la violenza sessuale sarebbe avvenuta nellanotte tra il 4 e il 5 agosto 2023. La vittima è una schermitrice di sciabola di origine messicana, ma che ha scelto di gareggiare con la nazionale uzbeka. All’epoca era minorenne. In quei giorni a Chianciano Terme era in corso un ritiro estivo con diverse federazioni presenti. L’atleta uzbeka avrebbe trascorso la serata in un locale con tre atleti italiani, che l’avrebbero convinta a bere, prima di farla salire in camera di Pucci. «Mi sono svegliata e una di loro era accanto a me, gli altri due in piedi che scherzavano», ha poi raccontato, dicendo di temere di esser stata drogata, ipotesi sostenuti dalla sua difesa. Il procedimento però è stato avviato solo per Nardella e Pucci: il terzo atleta, minorenne, è stato subito escluso. La ricostruzione della pm Serena Menicucci però è stata smentita dalla sentenza. I due schermidori italiani, comunque, erano stati prima sospesi e poi radiati, il 30 giugno 2025. Al loro appello si è risposto il 27 settembre dell’anno scorso confermando la sospensione dell’attività sportiva in via cautelare.

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