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«L’Italia ai Mondiali al posto dell’Iran», l’idea dell’inviato di Trump: protesta Teheran. Abodi: «Non è opportuno»

23 Aprile 2026 - 14:49 Alba Romano
paolo zampolli italia mondiali 2026 iran
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La proposto alla Fifa di Paolo Zampolli per riavvicinare il presidente Usa a Meloni. L'ambasciata iraniana a Roma: «Il calcio appartiene ai popoli, no ai politici»
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L’Italia ai Mondiali 2026 al posto dell’Iran. È la richiesta avanzata da Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump, che avrebbe chiesto alla Fifa di valutare uno scambio, sostenendo che i quattro titoli mondiali vinti dagli Azzurri ne giustificherebbero la partecipazione. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il piano è uno «sforzo per riparare i legami fra Trump e la premier Giorgia Meloni» dopo gli attacchi del presidente al Papa per la guerra in Iran.

Zampolli al “Financial Times”

«Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione», ha detto Zampolli al Financial Times. L’Iran però ha fatto sapere nelle ultime ore di essere pronto per il torneo che si apre in giugno e che intende partecipare. In marzo Teheran aveva detto che non avrebbe partecipato in seguito all’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele. Citando motivi di sicurezza per i suoi atleti negli States.

La replica dell’Iran

Tempestiva la reazione di Teheran che, tramite l’ambasciata dell’Iran a Roma, sottolinea come il calcio appartenga ai popoli, non ai politici. «L’Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche. Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la “bancarotta morale” degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco», si legge nel post X.

Anche il ministro dello Sport dice «no» al ripescaggio

«Un ripescaggio dell’Italia al Mondiale? Non è opportuno, ci si qualifica sul campo». Così anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, come in mattinata aveva fatto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, si dice contrario all’ipotesi di una ripescaggio della nazionale azzurra al posto dell’Iran, lanciata dalle parole di Paolo Zampolli. Abodi, a margine della cerimonia al Quirinale per i 70 anni della Corte Costituzionale, si è detto inoltre convinto che una tale operazione da parte della Fifa «non è possibile», oltre che inopportuna.

L’Italia ai Mondiali

L’Iran aveva quindi aleggiato l’ipotesi di giocare in Canada o in Messico, ma è stato respinto dalla Fifa. Trump aveva detto che i giocatori iraniani erano i «benvenuti» negli Stati Uniti, senza però nascondere che sarebbe stato inappropriato e potenzialmente pericoloso per loro. La Fifa non ha commentato sui tentativi di lobby e si è limitata a rimandare alle recenti dichiarazioni di Infantino. «La squadra iraniana verrà sicuramente», ha detto la settimana scorsa a Washington. «Speriamo che per allora, naturalmente, la situazione sia pacifica. Ciò sarebbe sicuramente d’aiuto», aveva aggiunto. «Ma l’Iran deve venire, se intende rappresentare il proprio popolo. Si è qualificato, vuole davvero giocare e deve giocare», aveva sottolineato.

Ma l’Iran vuole partecipare

Ma nonostante il conflitto in corso in patria, la nazionale di calcio maschile iraniana è «pienamente preparata» a partecipare ai Mondiali di quest’estate, ha dichiarato mercoledì la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Mohajerani ha riferito che il Ministero della Gioventù e dello Sport iraniano si è occupato della logistica necessaria per far giocare la squadra di calcio negli Stati Uniti.

Il mese scorso, il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali aveva dichiarato alla televisione di stato: «Considerato che questo regime corrotto (gli Stati Uniti) ha assassinato il nostro leader, in nessun caso possiamo partecipare ai Mondiali. I nostri figli non sono al sicuro e, fondamentalmente, non sussistono le condizioni per la partecipazione».

Le partite

Il giorno successivo, il presidente Trump ha pubblicato sui social media: «La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia opportuno che siano lì, per la loro stessa vita e sicurezza». La FIFA ha quindi respinto la richiesta dell’Iran di spostare le partite del Gruppo G in Messico. L’Iran dovrebbe giocare contro la Nuova Zelanda il 15 giugno e contro il Belgio il 21 giugno, entrambe a Inglewood, in California, e poi contro l’Egitto il 26 giugno a Seattle.