Il massacro della Ferrari Luce, Montezemolo non si tiene: «Se dovessi dire quello che penso…». Calenda spietato su Elkann, la rivolta sui social – Il video
Il commento sui social più gentile parla di «crimine contro il mondo dell’auto» davanti alla nuova Ferrari Luce, la prima di Maranello tutta elettrica. Non bastava la bocciatura della Borsa, sulla nuova supercar piovono giudizi pesantissimi anche da due voci che con il gruppo di Maranello hanno trascorsi di un certo tipo. In primis Luca Cordero di Montezemolo, intercettato dall’Ansa a margine dell’assemblea di Confindustria, spietato quando gli chiedono di parlarne: «Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno si tolga il cavallino». L’ex presidente di Ferrari aggiunge una stilettata sulla concorrenza orientale, ricordando che «è almeno una macchina che i cinesi non copieranno».
L’attaco di Calenda alla Ferrari Luce
Ancora più esplicito il leader di Azione, Carlo Calenda, che in Ferrari è entrato stagista ed è rimasto come dipendente per qualche anno. In un post su X parla di «insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato», con un sarcastico ringraziamento a John Elkann, che non è mai riuscito a stargli simpatico: «Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile».
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La difesa d’ufficio di John Elkann
Da parte sua, John Elkann ci ha provato a spendere parole buona sulla Ferrari Luce, rivendicando la scelta come una rottura col passato.. «Ferrari Luce è un’auto del futuro, e unicamente Ferrari», dichiara, sostenendo che il modello «riafferma ciò che da sempre contraddistingue questa azienda: il coraggio di ridefinire i limiti del possibile». Il numero uno del gruppo punta tutto sulla collaborazione con LoveFrom, il collettivo creativo fondato dall’ex Apple Jony Ive e da Marc Newson, che ha lavorato in tandem con il Centro Stile diretto da Flavio Manzoni. Ma evidentemente non è bastato a convincere. «Con il telo era meglio», scrive qualcuno sotto il video di Hamilton e Leclerc sul profilo ufficiale di Ferrari. «Byd gode» scrive un altro, «Mi bruciano gli occhi», aggiunge un altro, non tra i più crudeli. Al Quirinale, anche la faccia del presidente Sergio Mattarella pare tradire un cenno di perplessità, mentre Elkann esalta la Luce.
Ferrari in Borsa: titolo giù del 6,6% a 289 euro
A Piazza Affari il giudizio degli investitori è arrivato a stretto giro. Il titolo del Cavallino arretra del 6,6% in area 289 euro, con vendite consistenti già dalle prime battute di seduta e un listino che resta pesante anche con il passare delle ore, in oscillazione attorno al meno 6,2%. A muovere i ribassi sono i dubbi sul posizionamento commerciale: nelle stime degli operatori la Luce difficilmente sposterà gli equilibri industriali del gruppo. Pesa soprattutto il prezzo di partenza fissato a 550.000 euro, ben sopra la Testarossa (460.000) e oltre il prezzo medio di vendita Ferrari del primo trimestre 2026, pari a 453.000 euro.

