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Così Giorgia Meloni ferma 10 miliardi di investimenti in difesa per dare un segnale all’Ue

29 Maggio 2026 - 07:55 Alessandro D’Amato
giorgia meloni guido crosetto fondi difesa
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I retroscena di Corriere e Repubblica sui fondi Security Action for Europe. Sullo sfondo la battaglia per la crisi energetica
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10 miliardi di euro in meno di investimenti in difesa. Per dare un segnale a Bruxelles sull’energia. Dietro l’intervento di Giorgia Meloni a Mattino 5 («non possiamo dire ai cittadini che ci sono soldi solo per la difesa») c’è una stretta e un contrasto con il ministro Guido Crosetto. Il 31 maggio scade infatti il termine per la presentazione dei progetti per accedere ai fondi Security Action for Europe (Safe). Ovvero i prestiti della Commissione per gli investimenti in armamenti e sicurezza dei 27 stati membri. Il governo italiano aveva prenotato quasi 15 miliardi di euro — 14,9 per la precisione — sui 150 messi a disposizione dalla Commissione. Ma ora la premier ha cambiato idea.

Giorgia Meloni e i 10 miliardi

Ecco quindi, spiega Repubblica, che secondo più fonti governative, l’esecutivo è intenzionato a ridurre in modo consistente l’utilizzo dei prestiti Safe. Verrebbero portati avanti solo i progetti che risalgono a contratti già esistenti. Senza attivarne di nuovi. Per un totale di 4-5 miliardi di euro. Ovvero 10 miliardi in meno rispetto ai 15 di partenza. L’intenzione del governo è di lasciar correre la scadenza. In attesa che Ursula von der Leyen risponda alla lettera della premier del 18 maggio in cui la premier chiedeva soldi per l’energia. La replica di von der Leyen è attesa per mercoledì prossimo, il 3 giugno. Prima di quella data, il governo non spedirà a Bruxelles alcunché.

I «franchi» confronti con Crosetto

Anche il Corriere dice che la premier ha in essere «franchi» confronti co il ministro Crosetto. E che l’Europa è tornata a essere «un problema politico» per Meloni. E conferma che il progetto Safe per la difesa — un prestito europeo da circa 15 miliardi di euro da restituire in 45 anni — è prigioniero di una «riflessione politica» che vede contrapposti da settimane ormai Meloni e Crosetto. Il quale ne fa un punto distintivo del mandato di ministro della Difesa. E il quotidiano conclude dicendo che sembra passata un’era da quella sintonia fra Ursula e Giorgia. Che un giorno, dopo l’ennesimo incontro, venne suggellata anche da un patto a base di piadina.