«Niente libri scolastici, facciamo l’adozione alternativa», la protesta nelle scuole di Bologna (anche alle elementari)

Si chiama adozione alternativa ed esiste dagli anni Settanta come possibilità per gli insegnanti di sostituire i manuali di testo con altri strumenti. Poi è stata rinnovata nel 2013, ma ora diventa realtà sottoforma di protesta. Il prossimo anno niente libri scolastici: è l’iniziativa degli istituti tecnici di Bologna per oltre 700 primini e di alcune classi delle scuole elementari. Il motivo dell’iniziativa? Contestare le direttive del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, sui programmi scolastici e sulla riforma degli istituti tecnici in vigore da settembre.
Alcuni istituti tecnici hanno già aderito all’iniziativa
«Non siamo d’accordo con la riforma – spiega a Repubblica Silvia Di Fresco, docente del Keynes e portavoce a Bologna della Rete nazionale dei tecnici – la situazione è paradossale. Non ci sono ancora le linee guida e di conseguenza i manuali scolastici non sono aggiornati. Lo abbiamo spiegato anche alle famiglie. È anche un fatto di responsabilità nei loro confronti. Non far acquistare libri non aderenti ai programmi». Ci sono delle scuole che hanno già aderito alla contestazione: come riporta Repubblica, la risoluzione è stata votata a maggioranza dai diversi collegi docenti. Nessun libro di testo quindi per i futuri studenti degli istituti tecnici, che studieranno da altri strumenti messi a disposizione dagli insegnanti: «Qualche docente è preoccupato – spiega Di Fresco – perché non siamo abituati a lavorare senza libri di testo, ma faremo di necessità virtù. Stiamo prendendo lezioni dai maestri della primaria che già seguono l’adozione alternativa». Le proteste arrivano anche dalle scuole primarie di primo grado. Abbandonare i libri scolastici come «strategia per farsi condizionare il meno possibile dai contenuti suggeriti» dalle direttive di Valditara: è l’intento della Rete della scuola pubblica dell’Emilia-Romagna insieme al Movimento cooperativo educativo.

