Aggressioni ai docenti, Valditara: «In pochi mesi sono stati sequestrati centinaia di coltelli. Basta giustificazioni e perdonismo»

«In pochi mesi sono stati sequestrati centinaia di coltelli e persino un machete. Il coltello è diventato una moda: si porta e si esibisce per sentirsi più forti». È l’allarme lanciato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in un’intervista al Messaggero, a pochi giorni dall’ultima aggressione di un docente da parte di un dodicenne a San Vito Lo Capo, nel Trapanese. Per il ministro occorre «stroncare questa tendenza», ricordando che il decreto Sicurezza, recentemente convertito in legge dal Parlamento, ha introdotto il divieto di vendita di coltelli ai minori e nuove sanzioni contro il porto di armi improprie. Valditara sottolinea inoltre che «le scuole, in presenza di situazioni a rischio, possono richiedere al prefetto controlli con metal detector mobili agli ingressi».
«Basta con il giustificazionismo e con il perdonismo»
«Dove ci sono bullismo, violenza e prepotenza non bisogna giustificare», afferma il ministro. «Basta con il giustificazionismo e con il perdonismo. Serve educare, ma anche sanzionare, per riaffermare il principio di responsabilità». Valditara punta inoltre il dito contro l’uso precoce degli smartphone: «È pericoloso regalarli ai bambini. A sei anni, ma anche a undici, non hanno ancora la maturità per essere lasciati soli nel mondo virtuale. Non possiamo permettere che ciò che si insegna a scuola venga disimparato a casa». Infine, il ministro richiama una più ampia questione culturale: «Negli anni alcuni “cattivi maestri” hanno contribuito a delegittimare il senso dell’autorità e del rispetto. Oggi docenti e forze dell’ordine non suscitano più il rispetto di un tempo. Serve una svolta culturale per ricostruire il valore dell’autorità senza confonderlo con l’autoritarismo».
Foto copertina: ANSA/MOURAD BALTI TOUATI | Giuseppe Valditara al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci a Milano, 27 maggio 2026

