Tenta di accoltellare il prof in classe, 12enne sentito per ore dal pm: «Non mostra pentimento». La reazione del docente aggredito

Lo studente di 12 anni che ieri ha tentato di accoltellare il suo prof di tecnologia in classe è stato ascoltato per ore dalla procuratrice per i minorenni di Palermo. Il ragazzino, secondo quanto riferito dagli inquirenti, non avrebbe mostrato alcun segnale di pentimento nel corso dell’audizione, alla quale ha partecipato anche un’équipe di psicologi. Il 12enne non è imputabile, ma la Procura per i minorenni sta valutando eventuali misure di tutela e il possibile inserimento in una struttura specializzata.
Il piano del 12enne per aggredire il prof
Secondo la ricostruzione degli investigatori, ieri il 12enne si è presentato nella sua scuola di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, con due coltelli nello zaino. Prima di entrare in classe, si sarebbe cambiato nei bagni dell’istituto, indossando un caschetto da bicicletta sul quale aveva fissato una telecamera GoPro. Con quest’ultima ha avviato una diretta su Telegram durante il tentativo di aggressione, dopo averne anticipato l’intenzione anche su TikTok. Per questi motivi, per gli investigatori l’azione sarebbe stata pianificata nei giorni precedenti. Ma è stata esclusa l’ipotesi che dietro il gesto ci fosse una challenge social.
Le frasi inquietanti sui social: «Non incolpatemi per quello che farò»
Sono diversi gli elementi che hanno portato gli investigatori in questa direzione. Sono emersi, infatti, anche alcuni contenuti pubblicati sui social dal minore, in particolare su TikTok, dove aveva condiviso frasi allusive come «non incolpatemi per quello che farò» e «la mia più grande paura è non riuscire a farne nemmeno uno». Quest’ultima, in particolare, sembra alludere all’intenzione di colpire più persone. Dopo i fatti, sono stati sequestrati i dispositivi elettronici del ragazzo.
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Il prof aggredito: «Non ce l’ho con lui»
«All’inizio ho pensato a uno scherzo, poi quando l’ho visto venirmi incontro con due coltelli ho capito che faceva sul serio. L’ho bloccato e ho chiesto aiuto. I colleghi che erano in altre aule sono accorsi e l’hanno disarmato», racconta il professore di tecnologia. «Non aveva mai mostrato un’indole violenta, era bravo a scuola, aveva rapporti buoni con i compagni. Credo che il problema sia la fragilità, anche determinata da situazioni familiari non facili, che certi ragazzi hanno», aggiunge. «Non ce l’ho con lui, sono preoccupato per lui», conclude il docente. Sollecitato su quanto accaduto, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha auspicato che «il Parlamento possa approvare la legge che vieta l’utilizzo dei social ai minori di 15 anni».

