Genitori soli e figli distanti, cresce l’ansia tra gli italiani: «Il pensiero che possa succedere qualcosa è un’ossesione» – La ricerca

Ci sono telefonate che cominciano sempre nello stesso modo. «Ciao mamma, tutto bene?». Una domanda semplice, pronunciata quasi per abitudine, che però spesso racchiude inquietudini profonde. Il timore di non essere abbastanza presenti, la paura di trovarsi troppo lontani proprio quando i propri genitori avrebbero più bisogno di qualcuno accanto. Succede a chi vive in un’altra città per studio o lavoro, a chi ha costruito una famiglia altrove, a chi è partito inseguendo sogni e opportunità. Ma mentre la vita corre, i genitori invecchiano. E con il passare del tempo cresce anche quel pensiero: «Staranno bene?». Non è solo una sensazione individuale. È un sentimento condiviso da milioni di italiani. Secondo il nuovo “Osservatorio sulla Serenità Domestica” realizzato da Sector Alarm Italia insieme ad AstraRicerche, oltre la metà degli italiani vive la preoccupazione per i propri genitori anziani come una vera e propria «piccola ossessione». Il pensiero che possa succedere qualcosa ai familiari che vivono soli accompagna quotidianamente il 51,8% degli intervistati.
L’ansia della distanza
E l’ansia della distanza cresce, anche quando i chilometri sono pochi. Il 65,6% degli italiani ammette di agitarsi rapidamente quando un genitore anziano non risponde subito al telefono o ai messaggi. Per il 67,5%, il timore che possa accadere qualcosa è un pensiero abituale, che si ripresenta ogni settimana, o addirittura ogni giorno. Le paure più diffuse riguardano soprattutto «furti», «malori improvvisi», «cadute domestiche» e «l’impossibilità di chiedere aiuto in tempo». Ma c’è anche il timore della perdita di lucidità, degli incendi domestici, delle fughe di gas.
Quando i figli diventano i “genitori” dei propri genitori
E poi arriva quel momento preciso, spesso invisibile, in cui i ruoli iniziano lentamente a invertirsi. I genitori che per una vita si sono presi cura dei figli diventano improvvisamente fragili. E allora ci si scopre a controllare più spesso il telefono, a chiedere se hanno preso le medicine, a preoccuparsi se escono da soli o se salgono su una scala per cambiare una lampadina. Per questo sempre più italiani guardano con interesse a sistemi di sicurezza e monitoraggio domestico capaci di intervenire rapidamente in caso di emergenza. Secondo l’indagine, quasi l’80% ritiene utile poter contare su strumenti collegati a una centrale operativa attiva 24 ore su 24, in grado di verificare tempestivamente la situazione e avvisare familiari o soccorsi.
«L’indagine evidenzia una chiara necessità di presenza e protezione delle persone, che va oltre la sola sicurezza domestica e che impatta profondamente sul benessere e sulla serenità delle famiglie italiane – spiega Fabio Ansaloni, Managing Director di Sector Alarm Italy – Quando pensiamo ai nostri genitori, che da sempre ci hanno protetto, vediamo in loro lo scorrere del tempo e l’inversione di questa tendenza, dove siamo noi ora a volerci prendere cura di loro: questa survey racconta proprio come per tanti italiani la cura e l’affetto passino anche dal sapere l’altro sereno e al sicuro».
Foto copertina: immagine creata con l’intelligenza artificiale

