Stress da lavoro e iperconnessione: un italiano su due si sente sotto pressione

Il lavoro e la connessione digitale continua sono oggi tra le principali fonti di disagio psicologico e di stress per gli italiani. Quasi un italiano su due indica lo stress lavorativo come causa principale del proprio malessere quotidiano, mentre oltre un quarto segnala effetti negativi legati all’iperconnessione. È quello che emerge da un recente sondaggio promosso dall’Università di Udine su 625 italiani tra i 18 e i 60 anni.
Lavoratori sempre più stressati
Dalla ricerca emerge un quadro di crescente affaticamento psicologico legato soprattutto alla vita professionale. Il 47% degli intervistati identifica nello stress da lavoro la principale fonte di disagio mentale, dovuto dai ritmi intensi, dalle richieste di performance elevate e dalla pressione costante a mantenere alti livelli di produttività. Secondo Eugenio Mazzarella, professore emerito di Filosofia Teoretica all’Università Federico II di Napoli, la pressione performativa «ci manda fuori asse nel rapporto con noi stessi e nella vita di relazione, abbiamo il bisogno di ritrovare spazi dove non si debba continuamente dimostrare qualcosa». Accanto al lavoro si afferma con forza anche il tema dell’iperconnessione. Il 27% degli intervistati denuncia effetti negativi legati alla connessione continua, tra notifiche costanti, reperibilità permanente e difficoltà a disconnettersi. Una condizione che contribuisce a una sensazione diffusa di sovraccarico e riduce gli spazi di reale distacco dalla vita lavorativa.
La natura come via di fuga
Per il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, la difficoltà non riguarda solo il trovare equilibrio, ma anche la capacità stessa di immaginarlo. Per far fronte alla pressione quotidiana, gli italiani indicano soprattutto due vie di fuga e recupero. Da un lato la natura, scelta dal 31% degli intervistati, dall’altro le relazioni sociali, indicate dal 29%. Entrambi i fattori rappresentano tentativi che gli italiani usano per ristabilire un equilibrio in una quotidianità percepita come sempre più frenetica e stressante.

