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La grazia a Nicole Minetti «da Mattarella senza farsi influenzare», il Quirinale chiude il caso: la risposta alle voci su “silenzio” e trattamento particolare

04 Giugno 2026 - 16:00 Giovanni Ruggiero
Sergio Mattarella e Nicole Minetti
Sergio Mattarella e Nicole Minetti
Esclusa un'altra rivalutazione da parte del Colle sulla grazia concessa all'ex igienista dentale di Silvio Berlusconi. Il chiarimento del Quirinale dopo giorni di polemiche e insinuazioni anche sul perché la decisione del Capo dello Stato non era stata resa pubblica
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Il Quirinale prova a chiudere il dibattito sulla grazia concessa a Nicole Minetti spiegando che non ci sarà nessuna rivalutazione o eventuale revoca. In una lunga nota diffusa dalla Presidenza della Repubblica, si spiega che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha «preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano», che ha confermato il suo parere positivo. La verifica era partita proprio dopo la sollecitazione del Quirinale al ministero della Giustizia, perché accertasse presunti fatti riportati dalla stampa. A cominciare dall’inchiesta del Fatto quotidiano.

Coinvolta la polizia italiana e l’Interpol, la procura generale di Milano ha confermato che quei fatti «non corrispondono al vero». Perciò, spiega il Quirinale, «non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella Magistratura».

Perché il presidente concede la grazia «senza farsi influenzare»

Il Quirinale coglie l’occasione per ricordare come funziona il meccanismo delle grazie presidenziali, precisando che la prassi seguita nel caso Minetti non è affatto una deroga. Da oltre 11 anni, quando una domanda di grazia arriva corredata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il Presidente della Repubblica la accorda, senza «farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia». Una regola consolidata, quindi, applicata indipendentemente dal profilo pubblico o dalla notorietà della persona coinvolta.

Sul caso Minetti nessun segreto: i numeri delle grazie mai rese pubbliche

La Presidenza risponde anche a chi ha sollevato dubbi sulla mancanza di un comunicato ufficiale al momento della concessione. La nota chiarisce che il silenzio non va interpretato come scarsa trasparenza: nella grande maggioranza dei casi, il Quirinale non diffonde comunicati perché i fascicoli contengono dati sensibili, «malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati», che «vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione». A proposito del caso Minetti, «il Quirinale – viene spiegato nel comunicato – non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza».

A conferma che non ci sarebbe stato alcun segreto sul caso della grazia per Minetti, il Quirinale ricorda che nelle oltre quattro anni dell’attuale mandato presidenziale sono state concesse 42 grazie in totale. Solo per 12 è stato emesso un comunicato pubblico, mentre per le restanti 30 si è scelto il silenzio, proprio per proteggere le informazioni riservate contenute nei relativi provvedimenti.