Perché Google vuole liberare milioni di zanzare: cos’è il progetto “Debug”

Google ha chiesto al governo americano il permesso di rilasciare 32 milioni di zanzare maschio sterilizzate in California e Florida, le aree più calde e umide degli Stati Uniti, per ridurre il numero di insetti portatori di malattie. Questa operazione fa parte del progetto Debug, un programma con con cui l’azienda tech impiega le proprie competenze tecnologiche a vantaggio del mondo scientifico, finalizzato da oltre dieci anni al trovare soluzioni per combattere le zanzare mortali. Lo riporta il Guardian.
Le zanzare maschio non pungono e non trasmettono malattie
Il bersaglio di questo “esercito” è la Aedes Aegypti, una zanzara invasiva e pericolosa (non presente in Italia): si tratta del principale vettore di trasmissione di malattie tropicali come Zika (una patologia infettiva che può provocare gravi malformazioni congenite e contro la quale non esistono vaccini approvati), dengue (nota anche come febbre spaccaossa), febbre gialla e chikungunya (un’infezione virale che causa dolori addominali fortissimi, trasmessa anche dalle zanzare tigre). Così la soluzione di Verily, la divisione di scienze biologiche di Alphabet, società madre di Google, sarebbe la liberazione di milioni di zanzare maschio che, a differenza delle femmine, non pungono e non trasmettono nulla. Queste 32 milioni di zanzare sarebbero infettate in laboratorio con un batterio presente in natura che impedisce loro di accoppiarsi con femmine selvatiche.
La decisionde gli Stati Uniti e il precedente di Singapore
La palla ora passa all’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (Epa) che deciderà sulla liberaizione di 16 milioni di zanzare all’anno, per un totale di due anni. È previsto prima un periodo di consultazione pubblica che terminerà il 5 giugno. La strategia ha dato i suoi frutti in passato. Secondo l’Agenzia Nazionale per l’Ambiente di Singapore, il Paese ha ottenuto una riduzione dell’80-90% della pericolosa popolazione di Aedes Aegypti e una diminuzione di oltre il 70% dei casi di dengue.

