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Modena, i cori “Free Palestine” dei bambini e l’incontro con l’attivista filo-Hamas indagato per terrorismo. Il caso denunciato da Il Giornale

07 Giugno 2026 - 08:35 Alba Romano
modena free palestine
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Il sindaco Mezzetti si sfila: «Ritengo che i responsabili debbano chiedere scusa»
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Il Giornale ha denunciato un caso a Modena, dove bambini di ben cinque scuole elementari e una dell’infanzia hanno intonato il coro “Free Palestine” durante un evento promosso da «Movimento Cooperazione educativa». Ma. afar discutere non è il coro di per sé ma gli ospiti all’evento: alla presenza del sindaco di Modena Massimo Mezzetti, in quota Pd, c’era il referente di Al Jazeera a Gaza Wael Dawdouh, e soprattutto Sulaiman Hijazi, secondo quanto riporta il Giornale indagato per terrorismo e storico braccio destro di Mohammad Hannoun (in carcere dal 27 dicembre, perché ritenuto un collegamento di Hamas in Italia).

Il sindaco: «Se si è parlato di conflitto israelo-palestinese è inopportuno. Ritengo che i responsabili debbano chiedere scusa»

Il sindaco ha poi precisato al Giornale che i cori non sono avvenuti in sua presenza. «Durante la mia presenza all’incontro non è stato mai citato nel colloquio con i bambini il conflitto fra israeliani e palestinesi né intonato nessun canto di natura politica. Se questo è accaduto dopo che io sono andato via, e non ho ragione di dubitare della vostra ricostruzione, lo giudico assolutamente inopportuno. Sono fermamente convinto che i bambini non debbano essere coinvolti e strumentalizzati in questo modo su questioni di cui non possono avere una autonoma capacità di giudizio ed è scorretto chiedere loro di intonare uno slogan politico senza che ne possano avere piena consapevolezza. Ritengo che chi porta la responsabilità di quanto accaduto farebbe bene a chiedere scusa alle famiglie dei bambini», scrive alla testata Mezzetti.

Il sindaco: «Delle indagini sull’attivista l’ho appreso dal vostro giornale»

Il sindaco di Modena poi si discosta dall’attivista palestinese invitato (e non sapeva dei suoi legami), Sulaiman Hijazi, ma afferma di conoscere il giornalista di Al Jaeezera. «Il giornalista Wael Al Dadouh è stato invitato dalle insegnanti per portare la testimonianza di cosa significhi vivere dentro una guerra che gli ha sterminato la famiglia. Avevo già conosciuto in passato il giornalista che era accompagnato da una persona che faceva da interprete e di cui non conoscevo le generalità e, di riflesso, la delicata indagine nella quale è coinvolto. L’ho appreso dal vostro articolo», spiega.

(in copertina foto di Ash Hayes su Unsplash)