Apple annuncia Siri AI: cosa può fare il nuovo assistente vocale “potenziato”

A due anni di distanza dal fatidico annuncio che prometteva il debutto dell’intelligenza artificiale proprietaria sui dispositivi Apple, l’azienda di Cupertino ha finalmente svelato la nuova Siri AI, la versione rinnovata del suo storico assistente vocale. Il contesto è quello della WWDC (WorldWide Developers Conference), l’evento in cui Apple mette in mostra i suoi avanzamenti a livello di software, e l’obiettivo di quest’anno era chiaro: mettersi in pari con la concorrenza (ChatGPT in primis) rimanendo fedeli agli impegni in fatto di privacy che contraddistinguono da anni l’azienda fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne.
Come siamo arrivati a Siri AI
Alla WWDC del 2024 Apple aveva annunciato che l’intelligenza artificiale sarebbe presto arrivata sui suoi dispositivi, ma non è riuscita a mantenere la promessa. Quest’anno ha anche acconsentito a pagare 250 milioni di dollari per risolvere una class action che ruota proprio attorno alle funzionalità pubblicizzate e mai arrivate. È di quest’anno anche la decisione della società di Cupertino di utilizzare il modello AI di Google (così da non doverne creare e allenare uno proprio da zero) concentrandosi sull’impalcatura di software con cui l’utente finale si sarebbe interfacciato. Ed ecco che la nuova Siri AI ha una scocca Apple, ma Gemini sotto il cofano. Nonostante sia un “uomo dell’hardware” come si è autodefinito, il nuovo ceo di Apple John Ternus non ha mai nascosto la sua determinazione nel voler risolvere la questione dell’IA così da poter tornare a concentrarsi su prodotti e funzionalità.
Chiudere il distacco in sicurezza: la missione di Siri AI
ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic hanno fatto passi da gigante nei due anni che sono trascorsi dall’annuncio di Apple Intelligence. L’obiettivo di Cupertino con Siri AI è di chiudere il distacco non essendo l’avanguardia della tecnica, ma offrendo l’esperienza media del consumatore di intelligenza artificiale integrata perfettamente nel suo ecosistema di prodotti e servizi. Per questo le funzionalità più pubblicizzate durante la WWDC 2026 sono state: le nuove capacità di Siri nel fare conversazione (con la possibilità di cambiare tono, velocità e accento); tutti i modi con cui può interagire con ciò che si trova a schermo (immagine o testo); la nuova app che si ricorda delle conversazioni passate ed è sincronizzata su tutti i dispositivi dell’ecosistema; e una serie di strumenti AI di modifica delle fotografie. Nessuna di queste funzionalità rappresenta una novità assoluta perché Apple vuole essere l’azienda a cui rivolgersi per ottenere i benefici dell’IA in sicurezza: i calcoli matematici per adempiere alle funzioni richieste avverranno sul Private Cloud Compute di Cupertino o “on device” (quindi usando solo la potenza di calcolo del telefono) sui modelli supportati
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Come funziona e cosa aspettarsi da Siri AI
Si potrà conversare naturalmente con Siri AI che potrà scrivere mail, trovare ricette, gestire il calendario e, in generale, fare da assistente in modo più reattivo. Il sistema avrà anche la possibilità di suggerire azioni in base a ciò che legge o vede e, grazie a un’integrazione con Safari, potrà notificare l’utente se ci sono sconti sui siti web segnalati o se un prodotto torna disponibile. La fotocamera potrà rimuovere elementi indesiderati ed estendere le immagini generando contenuti ai bordi. Ci sarà anche una funzione per inquadrare una foto diversamente: sfruttando le tecnologie sviluppate per l’Apple Vision Pro, si potrà cambiare la posizione della fotocamera in una foto già scattata, con l’AI che genererà le parti mancanti. Questo strumento dovrebbe funzionare «anche con foto scattate da altre fotocamere» hanno detto alla WWDC e i suoi prodotti includeranno una filigrana SynthID (il nuovo standard di identificazione delle immagini sintetiche) per contrassegnarli come contenuti AI.
Chi e come potrà usare Siri AI
«Inizialmente, Siri AI non sarà disponibile in Europa su iOS e iPadOS. Stiamo lavorando sodo per trovare una via che preservi la privacy e la sicurezza degli utenti» ha detto Craig Federighi, vice presidente senior del software alla Apple. «Anche in Cina Siri AI non sarà disponibile perché stiamo valutando i limiti di legge». I nuovi sistemi operativi di Apple sono disponibili per gli sviluppatori già da oggi mentre la fase di beta inizierà a luglio. Usciranno per il grande pubblico in autunno inizialmente solo in inglese con l’obiettivo di «espandersi in fretta» ad altre lingue. L’ultimo limite di questo debutto è legato alle nuove funzioni “on device”: per sfruttarle servono almeno un iPhone 17 Pro, un iPad dotato almeno di un chip M4 o Mac con un chip M3 che abbia almeno 12 GB di RAM. Il nuovo sistema operativo, iOS 27, infine, sarà disponibile per tutti i modelli fino all’iPhone 11 base.

