Nel labirinto della subscription economy: ecco le 5 app per monitorare gli abbonamenti dimenticati che continuiamo a pagare

Nome in codice: “Odissea”. Così Amazon Prime aveva soprannominato, all’interno dell’azienda, la procedura di interruzione dell’abbonamento. Perché la subscription economy è progettata per mettere quanti più ostacoli possibile tra l’utente e la cancellazione di un abbonamento. Tra periodi di prova, cambi di tariffe e rinnovi automatici, spesso la sensazione è quella di essere schiavi delle sottoscrizioni che scegliamo e che poi a volte dimentichiamo. Ora, fortunatamente, ci sono diverse applicazioni e siti web per gestire i propri abbonamenti, farsi avvisare quando stanno per arrivare i rinnovi e monitorare le spese in uscita periodiche.
La metodologia
Per raccogliere le migliori app per gestire gli abbonamenti sono stati usati dei criteri di universalità: tutte quelle contenute all’interno dell’articolo sono compatibili sia con iOS (il sistema operativo degli iPhone della Apple) sia con Android (quello di quasi tutti gli altri) e hanno anche una versione web per poter essere consultate anche dal computer. Sono tutte gratuite da scaricare e da provare: alcune contengono funzionalità a pagamento che, ironicamente, sono sbloccabili tramite un abbonamento. Ognuna, in base ai servizi offerti, richiede di accedere a una serie di dati personali. Nonostante siano tutte meritevoli di fiducia perché testate accuratamente e con buone valutazioni degli utenti, è sempre importante leggere le privacy policy di un servizio prima di concedere l’accesso ai propri dati bancari.
La più automatica
Per chi è alla ricerca dell’opzione più semplice da usare, la risposta è Wallet – Finanza Personale. Questa applicazione ha la possibilità di collegarsi al proprio conto in banca per analizzare nel dettaglio le spese e categorizzarle, così può isolare non solo gli abbonamenti, ma altre spese ricorrenti. Oltre al monitoraggio è disponibile anche una funzione “obiettivi” per estendere ad altre categorie di spesa l’analisi e l’impostazione di traguardi di risparmio. Ai benefici dell’automazione corrispondono anche maggiori rischi in fatto di informazioni personali perché è importante ricordare che concedere l’accesso ai dati del proprio conto in banca ad applicazioni terze è comunque un rischio. Le banche, infatti, sono il primo obiettivo dei cybercriminali che, quando non riescono a far breccia, tentano di infiltrarsi in servizi ad esse collegate per provare a estrapolare informazioni preziose.
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Le più sicure
Chi non vuole fornire alle applicazioni i propri dati bancari, e non vuole nemmeno dover creare un account per tenere traccia dei propri abbonamenti, può provare Bobby – Track subscriptions o Subpli – Gestore Abbonamenti. Entrambe sono applicazioni del tutto manuali che non richiedono di accedere usando Google o un social network. Su questi due servizi è indispensabile segnare a mano spese, singole o ricorrenti, abbonamenti e date di inizio in modo da sfruttare i loro processi di conteggio e notifica delle spese. Sono disponibili (con icone e grafiche) la maggior parte dei servizi in abbonamento sul mercato, dalle piattaforme di streaming come Netflix ai modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT. C’è una sezione gaming, per servizi come PlayStation Plus, e una dedicata alla produttività che include quegli abbonamenti che si usano sul lavoro come Microsoft 365 o Canva. Entrambe le app richiedono un po’ di lavoro manuale per funzionare al meglio, ma una volta impostate non arriveranno più pagamenti a sorpresa perché ogni rinnovo è notificato con l’anticipo necessario a disdire il servizio interessato nel caso non fosse più necessario.
Per pianificare
Chi, dopo aver preso il controllo dei propri abbonamenti, volesse estendere una rigorosa pianificazione economica anche al resto delle sue spese, può provare Registro Contabile. Questa applicazione, oltre a monitorare gli abbonamenti, può tenere traccia di tasse, fatture, bollette, stipendi e affitti, e ha anche una serie di funzionalità business per chi ha bisogno di catalogare ordini e rimborsi. Anche qui è possibile impostare tutto manualmente, ma c’è la possibilità di collegare il proprio conto bancario. L’app fornisce anche dei report mensili per tenere traccia di ogni spesa.
Per condividere
L’ultima app di questa lista è per chi si ritrova sempre a dover tenere traccia di “chi deve quanti soldi a chi” nel gruppo di amici con cui si esce, si viaggia e, spesso e volentieri, si condividono gli account dei servizi di streaming. Si chiama Tricount – Spese condivise e funziona quasi come un social network: una volta aperta è possibile aggiungere altri utenti come in una lista amici, fissare le quote per le varie attività (gite, serate o spese ricorrenti) e tenere traccia di chi ha contribuito. È ottima anche per coppie e famiglie che devono gestire spese condivise come affitti, bollette e altre uscite da condividere.
